Con gli inizi del Paleolitico superiore, intorno a circa 35.000 anni a.
C., si attua una delle più grandiose innovazioni culturali nella storia
dell'uomo, consistente nell'origine e nell'evoluzione dell'arte. Questa
appare legata a un complesso mondo simbolico e a concezioni metafisiche
che, pur non essendo distintive di Homo sapiens sapiens (sono note
infatti manifestazioni rituali legate soprattutto al culto dei morti
già in Homo sapiens neandertalensis), contribuiscono fortemente a
caratterizzare l'uomo moderno. Espressa mediante pittura, incisione e
scultura sulle pareti delle cavità, spesso nelle gallerie più profonde
e meno in vista (l'arte parietale), o attraverso la decorazione e la
scultura di oggetti, strumenti, ciottoli, ecc. (l'arte cosiddetta
mobiliare), l'arte paleolitica è legata, nei suoi contenuti,
soprattutto alla raffigurazione di animali e, in misura minore,
dell'uomo; non mancano, fin dall'inizio, segni geometrici o astratti,
che si associano spesso ai motivi figurativi. Se le prime vere e
proprie manifestazioni artistiche sono riferite all'Aurignaziano
(33.000-26.000 a. C. ca.), è con il Gravettiano (27.000-19.000 a. C.)
che si assiste al primo grande sviluppo dell'arte preistorica e alla
sua diffusione su gran parte dell'Europa occidentale e
centro-orientale. Numerose figure femminili stilizzate, note come
"Veneri", scolpite su osso, corno, avorio e diversi tipi di pietra,
rinvenute in Francia (Lespugue, Brassempouy), Austria (Willendorf),
Germania (Gonnersdorf), Italia (Grotta del Principe a Grimaldi,
Savignano, anche se di discussa attribuzione cronologica), Russia,
Malta, Rep. Ceca, ecc., o figurine di animali
modellate in argilla successivamente cotta,
documentano una diffusione geografica dall'Atlantico alla Siberia e una
sorta di tradizione unitaria nell'ambito delle diverse facies
gravettiane. A questo periodo, o all'Epigravettiano antico
(18.500-17.300 a. C. ca.) risalgono anche, con ogni probabilità, le
pitture di grotta Paglicci (Rignano Garganico, Puglia), geograficamente
isolate dalla grande area franco-cantabrica di massima concentrazione
di espressioni artistiche. Durante la successiva cultura solutreana
(19.000-16.000 a. C. ca.), localizzata nella Francia centrale e
sud-occidentale e nell'area cantabrica della Penisola Iberica, si
sviluppa in particolare la scultura in bassorilievo di fregi, spesso di
notevoli dimensioni, come p. es. quelli di Roc-de-Sers (Charente) e di
Fourneau-du-Diable (Dordogna). Verso la fine del Paleolitico superiore,
durante le diverse facies del Magdaleniano (16.000-10.000 a. C.),
l'arte paleolitica raggiunge il culmine del suo sviluppo con veri e
propri capolavori come quelli dipinti nelle grotte di Lascaux, di
Font-de-Gaume, di Rouffignac (Dordogna), di Altamira (Santander,
Spagna), di Niaux, o come i famosi bisonti scolpiti al Tuc
d'Audoubert, per citare solo alcuni esempi tra i più noti. Al
di là della componente estetica, le motivazioni che stanno all'origine
dell'arte parietale sono difficilmente valutabili. Per diversi motivi
sembra evidente, attualmente, l'impossibilità di insistere sul
carattere puramente magico-propiziatorio delle raffigurazioni di
animali e di vedervi un riflesso diretto di attività venatorie; è stato
messo in rilievo come queste manifestazioni artistiche siano talvolta
il risultato di sovrapposizioni di segni che periodicamente modificano
l'immagine; sono state studiate le ricorrenze nella collocazione
spaziale delle figure e le associazioni tra gruppi di animali che
raffigurerebbero simbolicamente l'opposizione maschio/femmina. E' stato
anche sottolineato il concetto di "santuari" per le grandi
rappresentazioni figurative presenti in grotte tipo Lascaux, Altamira,
ecc., mentre d'altro canto non sembra vi siano evidenze di riti di
gruppo nè di utilizzazione di questi luoghi, spesso reconditi (strette
gallerie, diverticoli, pozzi), da parte di gruppi quantitativamente
numerosi. Con la fine del Paleolitico superiore e con gli inizi
dell'Olocene le grandi manifestazioni artistiche di arte parietale
tendono a scomparire, mentre decorazioni geometriche dipinte o incise
sono frequenti su ciottoli e ossa e caratterizzano, p. es., l'arte
dell'Aziliano. Nei tempi postpleistocenici si distinguono diversi
aspetti: l'arte del Levante spagnolo è nota per le pitture presenti in
una settantina di ripari sotto roccia della Spagna orient.,
caratterizzate dall'accentuazione di un atteggiamento scattante delle
figure umane, di aspetto agile e vivace. Nelle zone dell'Europa sett. è
presente l'arte nordica o artica con incisioni di stile naturalistico
spesso a tratto infantile; di epoca più tarda sono invece le incisioni
della Scandinavia merid. con figure di barche, di armi, di ruote e
altre di carattere geometrico. Nel continente africano si distinguono
l'arte sahariana, con raffigurazioni dipinte o incise su rocce dei
gruppi montuosi delle zone desertiche merid. del Marocco, del l'Algeria
e della Libia, e l'arte australe, che raggruppa le incisioni e pitture
presenti nelle zone dell'Africa merid. che si estendono tra i f.
Limpopo e Orange. Figurine femminili plastiche con caratteristiche
stilistiche analoghe a queste produzioni si sono protratte fino ai
tempi neolitici e oltre, dando luogo a statuette interpretabili come
idoli, oggetti di culto nei riti di propiziazione alla fecondità
nell'ambito del rito generico della Dea Mater; lontane eredi di tali
figure plastiche, ma con destinazione funebre, possono dirsi le stele
antropomorfe prodotte dall'Eneolitico ai tempi protostorici, in cui
prevale un elevato schematismo. Nei tempi olocenici compaiono
decorazioni su manufatti a uso domestico o a destinazione rituale come
vasi, scodelle, pentole, coppe, cinerari, ecc. I motivi impressi,
graffiti o dipinti, sono a carattere zoomorfo o antropomorfo con forme
altamente stilizzate. Con il Neolitico, tuttavia, l'unità dell'arte dei
tempi precedenti si spezza e si ha una produzione quanto mai varia e
difforme che per tipologia e decorazione risente delle grandi
differenze dei singoli ambienti, delle esigenze sociali, delle diverse
tradizioni e, infine, delle reciproche influenze e connessioni sorgenti
tra i vari aspetti culturali.