Cèzanne nasce nel sud della Francia, a Aix-en-Provence, nel 1839.
Figlio di un ricco banchiere, studia in una scuola privata dove
incontra e diventa amico intimo del futuro scrittore e letterato Emile
Zola. Dopo aver abbandonato gli studi in legge per diventare pittore,
si fanno sempre più frequenti le tensioni con il padre, che non accetta
la scelta del giovane Paul di rinunciare a una vita ricca e sicura, per
fare dell'arte la sua vita.
Si avvia all'arte, disegnando e dipingendo molto, cercando di
cogliere la struttura profonda delle opere dei pittori del passato,
specialmente degli italiani Tintoretto e Caravaggio, degli spagnoli El
Greco e Ribera e dei moderni Delacroix, Courbet, Daumier.
Nel 1861 si reca per la prima volta a Parigi; qui frequenta
l'Acadèmie Suisse per prepararsi al concorso dell'ècole des Beaux-Arts,
dove però non viene ammesso.
A Parigi conosce e frequenta l'ambiente degli Impressionisti
Pissaro, Renoir, Sisley e Degas, ed espone con loro nel 1871 e nel
1877, alla prima e alla terza mostra del movimento.
Le opere di quel periodo non mostrano un eccessivo interesse per
il programma innovatore degli Impressionisti. Cèzanne rimane ancora
ostinatamente legato ad una pittura romantica, prende temi e spunti
specialmente da Delacroix e li tratta sul quadro con impeto,
accumulando con la spatola pesanti strati di colori cupi e
contrastanti.
La più significativa influenza sulle opere della maturità di
Cèzanne proviene invece da Camille Pissarro, che lo incoraggia
moralmente e lo avvicina alla tecnica impressionista della
rappresentazione della luce "esterna": sotto la sua protezione (nel
1872 infatti raggiunge Pissarro a Pontoise) e in brevissimo tempo,
Cèzanne si sposta da toni cupi a tonalità luminose e si concentra su
soggetti rurali e su paesaggi di campagna. Comprende che
dall'Impressionismo poteva e doveva nascere un nuovo classicismo, non
più fondato sull'imitazione scolastica degli antichi, ma rivolto a
formare una nuova immagine del mondo, con una differenza, però: non
doveva essere cercata nella realtà esterna, ma nella coscienza.
Impressionismo integrale
L'artista si ritira in Provenza, in profondo isolamento, non
esponendo quasi nulla per circa vent'anni e concentrandosi sulla
ricerca di una tecnica che prenda le distanze da quella impressionista.
Da questo momento Cèzanne svolge un lavoro basato sull'analisi e sulla
ricerca strutturale: cioè sulla conoscenza della realtà. Si propone di
cercare e realizzare opere che rivelino tutta la coerenza e la
complessità della struttura: un processo pittorico che, attraverso il
colore, esalti le volumetrie della forma.
Cèzanne è cosciente di arrivare, con la pittura, a una filosofia
che non potrebbe altrimenti realizzare; in una lettera del 1889 così
giustifica il proprio isolamento: "avevo deciso di lavorare in
silenzio, fino al giorno in cui sarei stato capace di sostenere
teoricamente i miei tentativi".
Ciò non significa che si debba vedere in Cèzanne l'artista che
supera e sconfessa la superficialità di un'arte come quella
dell'Impressionismo, fondata sull'inconsistenza della sensazione
visiva, ma piuttosto che egli allarga immensamente l'orizzonte della
prima ricerca Impressionista, realizzando quello che possiamo chiamare
Impressionismo "integrale".
Le sue opere in un primo momento, anche se apprezzate dai
colleghi, non lo sono ancora dalla critica; solo negli anni tra la fine
dell'Ottocento e l'inizio del Novecento arrivano i primi
riconoscimenti, con la personale del 1895, e la definitiva
consacrazione con l'esposizione al Salon d'Automne del 1904.
Le premesse teoriche del Cubismo
Tecnicamente, gli ultimi lavori sono caratterizzati da un impasto
più sottile, da velature trasparenti, in cui Cèzanne arriva a servirsi
spesso anche dell'acquerello. Scompone le forme in tanti tasselli
colorati, studia l'ampiezza e la frequenza delle pennellate, in modo
che ad ogni nota di colore corrisponda una precisa definizione formale.
Lo spazio dipinto, di conseguenza, non deriva da una costruzione
prospettica a priori, ma è una risultante ritmica ogni volta diversa,
che cambia come cambiano le apparenze o, più precisamente, rivela tutte
le possibili combinazioni o mutazioni della conoscenza.
Per Cèzanne la profondità è una e continua, non una prospettiva
davanti alla quale l'artista si pone e contempla, rimanendone fuori, o
come uno spettatore passivo. La realtà, quindi, non viene rappresentata
così com'è, nè come la vediamo sotto la spinta dei sentimenti, ma come
unità dello spazio e contemporaneamente unità della coscienza: non c'è
distacco tra lo spazio della vita, o dell'artista che dipinge, e lo
spazio del quadro.
Paul Cèzanne è considerato il padre della pittura moderna, una
delle figure che ha avuto maggior influenza su alcuni artisti del
Ventesimo secolo. Per le sue teorie, è l'anticipatore del Cubismo di
Picasso e Braque, movimento che indubbiamente discende dalla sua
pittura, ma, diversamente da lui, la interpreta in senso essenzialmente
razionalistico.