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Cremona Tranquillo
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Tranquillo Cremona, nato a Pavia, rappresenta il pittore più tipico
della Scapigliatura milanese. Avviato all'arte dal Tracourt a Pavia,
nel 1852 s'iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove studia
con Grigoletti, Zona e Lipparini. Per i famosi eventi politici nel '59
lascia Venezia. Nel '60 frequenta l'Accademia di Brera a Milano, sotto
il Bertini, qui ha come colleghi il Ranzoni e Mosè Bianchi.
Il 1867 è un anno importantissimo per il Cremona, infatti, in
questo periodo si afferma la sua fama a Torino; momento da cui il suo
successo inizia una lunga salita verso l'alto. Artista eclettico,
dipinge ad olio, all'acquarello, illustra le opere del Rovani, fa
miniature. Muore a Pavia nel 1878, a quarant'anni, avvelenato dal
colore che era solito stemperarsi sul palmo della mano.
Nel 1912 la Biennale di Venezia gli dedica una commemorativa di settantatre dipinti.
La pittura del Cremona
La pittura di Tranquillo Cremona deriva, stilisticamente, da quella
di Giovanni Carnovali. Da quest'ultimo, detto il Piccio, prende
soprattutto la classica pennellata filamentosa e sporca, tesa più ad
evocare che a rappresentare e la capacità di creare atmosfere
psicologiche.
Nelle sue opere sono completamente assenti le caratteristiche dell'arte del Romanticismo italiano: il paesaggio e la storia.
Egli si concentra sulla figura umana, che diviene unica protagonista dei suoi dipinti.
Nella sua forma stilistica l'immagine è soffusa e molti elementi
sono appena accennati, tutto rievoca quasi una sensazione onirica
scandita dalla filamentosa pennellata di questo gran maestro.
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