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Pietro da Cortona
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Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona
(Cortona, Arezzo, 1596 - Roma, 1669)
La formazione iniziale del pittore avvenne a Cortona dove l'artista studiò con il pittore Andrea Commodi,
attivo dal 1609 al 1612. Il giovane allievo seguì il maestro a Roma e qui proseguì gli studi con il
pittore Baccio Ciarpi. Tracce di questo alunnato si leggono in un opera come la Deposizione di Cristo per
le Clarisse di Cortona.
Durante il soggiorno romano il pittore, oltre a mantenere contatti con i residenti
toscani, iniziò a stabilire rapporti con il locale ambiente classicista, ed in particolare, con Cassiano
dal Pozzo. Quest'ultimo con il Cardinale Sacchetti, in seguito suoi importanti committenti, lo
stimolarono allo studio dell'antichità. Si datano al primo quindicennio del secolo i disegni dai rilievi
della colonna traiana. Il Cortona venne precocemente impegnato in grandi decorazioni ad affresco: nel 1616
lavorava a villa Arrigoni-Muti a Frascati, nel 1622 a Palazzo Mattei di Giove; tra il 1624 e il 1626 venne
impiegato nella decorazione di Santa Bibiana; tra il 1626 e il 1629 lavorò per i Sacchetti a Castelfusano.
Al 1631 risalgono i lavori di Pietro a Palazzo Barberini; il pittore, coadiuvato da alcuni
allievi, prima eseguì i lavori per la cappella (1631-1632), più tardi (1633-1639) affrescò la volta del
salone con il Trionfo della Divina Provvidenza. Contemporaneamente l'artista era impegnato anche in altre
committenze; di questi anni è la decorazione ad affresco della sagrestia di Santa Maria in Vallicella.
Nel 1637 compì un viaggio nell'Italia Settentrionale. In questa circostanza sostò a Firenze dove il
Granduca Ferdinando I lo incaricò di affrescare la sala della Stufa, in Palazzo Pitti, con Le quattro età
dell'uomo. Tornò a Roma nel 1640, in seguito venne però richiamato a Firenze per nuovi affreschi al primo
piano della residenza granducale (1641-1647). Tornato definitivamente a Roma nel 1647, venne incaricato
dai Filippini di dipingere la cupola di Santa Maria in Vallicella, terminata nel 1651; ad essa seguirono
gli affreschi dei pennacchi (1655-1660) e del soffitto della navata (1664-1665).
Tra il 1651 e il 1654 affrescò la galleria che Borromini aveva costruito in Palazzo Pamphilj in
Piazza Navona. Sono questi gli anni in cui il pittore si impegnò assiduamente anche in architettura.
Tra le opere pittoriche più significative dell'ultimo periodo, la Processione di San Carlo per San Carlo
ai Catinari (1667).
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