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Pisano Antonio
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Pittore e medaglista italiano (Pisa, notizie dal 1395 al 1449). Vissuto
fin da bambino a Verona, uno dei centri maggiori della pittura gotica
europea, si formò a contatto con Stefano da Verona e conobbe a fondo la
miniatura lombarda e l'opera di animalista di Giovannino De Grassi;
inoltre fu continuatore di Gentile da Fabriano per i perduti affreschi
in Palazzo Ducale a Venezia (1415-22) e suo collaboratore (lo
raggiungerà più tardi anche a Roma). Dal 1420 cominciano per Pisano i
lunghi soggiorni nelle maggiori corti principesche italiane: Mantova,
Ferrara, Rimini, Pavia, Roma, Napoli, centri vitalissimi della nuova
cultura umanistica, che l'artista interpretò nella sua accezione più
aristocratica secondo gli elegantissimi moduli del gotico
internazionale vivificati da un acuto senso del dato naturale. Della
sua attività di decoratore si ricordano gli affreschi veronesi con
l'Annunciazione (restaurati) per la tomba Brenzoni in S. Fermo (ca.
1426) e di S. Giorgio e la Principessa (ca. 1434-38; ma secondo alcuni
1450) per la cappella Pellegrini in S. Anastasia, che, all'interno
dell'atmosfera fiabesca che informa la composizione, rivelano elementi
prerinascimentali, derivati da artisti toscani attivi a Verona. La
stessa aura fiabesca e mondanamente "cortese" anima la Visione di S.
Eustachio (Londra, National Gallery) e i ritratti, definiti dal puro
profilo emergente dalle vesti sontuose e staccato sul fondo scuro
illuminato da fiori e farfalle (Ritratto di principessa, ca. 1435,
Parigi, Louvre; Lionello d'Este, 1441, Bergamo, Accademia Carrara).
Bisogna inoltre ricordare il vasto corpus di disegni che Pisano ci ha
lasciato, caratterizzati da una linea elegantissima e sempre attenta
alla notazione naturalistica, e che comprendono studi di ritratti e di
costumi, ma soprattutto di piante e di animali. Un cenno a parte merita
la sua arte di medaglista, così alta da farlo unanimemente considerare
come il creatore della medaglia rinascimentale. La sua prima medaglia è
quella modellata a Ferrara nel 1438 per l'imperatore d'Oriente Giovanni
VIII Paleologo. Seguono tra il 1439 e il 1444 le medaglie per Gian
Francesco Gonzaga, Filippo Maria Visconti, il Piccinino, Francesco
Sforza e le medaglie per Lionello d'Este, sulla cui attribuzione al
Pisano vi sono però dei dubbi. Sicuramente dell'artista è la medaglia
per il matrimonio di Lionello con Maria d'Aragona nel 1444, considerata
uno dei capolavori del Pisanello. Nel 1445 ca. modellò a Rimini le
medaglie per Sigismondo Pandolfo Malatesta e per Novello Malatesta. Del
1447 è la medaglia per Cecilia Gonzaga, da ritenere il capolavoro del
Pisano per la morbidezza del modellato, l'ispirazione poetica, la
finezza dell'esecuzione del ritratto. Al periodo napoletano (dal 1448)
appartengono le tre medaglie per Alfonso d'Aragona e quella per don
Iòigo d'àvalos. Abilissimo ritrattista, il Pisano fu anche sommo nella
composizione dei rovesci per gli arditi scorci e il vigore delle
figure, l'introduzione dell'elemento paesaggistico, la leggenda usata
in funzione dell'equilibrio compositivo, che danno in pieno la misura
della forza innovatrice del Pisano anche rispetto all'arte monetaria
contemporanea.
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