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Seurat Georges Pierr
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Georges-Pierre Seurat nasce a Parigi il 2 dicembre 1859 da una famiglia
della piccola borghesia. Nel 1878 è ammesso all'ècole des Beaux-Arts,
studia le opere di Corot, ma il suo interesse si rivolge in particolare
ai trattati d'estetica, studia la 'Loi du contraste simultanè des
couleurs' di Chevreul.
In quegli anni infatti, le ricerche sul colore trovano un
notevole impulso scientifico grazie al chimico francese Chevreul. Egli
nel1839 aveva messo a punto il principio di "contrasto simultaneo",
secondo il quale se si accostano due colori complementari le qualità di
luminosità di ognuno vengono esaltate. Il principio non è sconosciuto
agli impressionisti che anzi lo utilizzano spesso nella loro tecnica
pittorica.
Seurat formula in seguito a questi studi il principio di 'melange
optique': in sostanza l'occhio ha una capacità di risoluzione che lo
porta a distinguere due puntini tra loro accostati se questi non sono
troppo piccoli. Se i puntini diventano eccessivamente piccoli, o se
aumenta la distanza dell'osservatore dai due puntini, l'occhio
dell'osservatore non ha più la capacità di separare i due puntini ma
vede un'unica macchia di colore. Se questi due punti sono di colore
diverso, l'occhio vede un terzo colore dato dalla somma dei due. In tal
modo, secondo il principio di Seurat, un occhio, guardando dei puntini
blu e gialli, vede un verde più brillante di qualsiasi verde che possa
ottenere il pittore con la mescolanza dei pigmenti.
Georges Seurat porta così alle estreme conseguenze la tecnica
pittorica già impostata da Manet e dagli impressionisti attraverso il
ricorso a colori puri, non mescolati, per evitare al massimo le sintesi
sottrattive che smorzano i colori rendendoli privi di luminosità.
Utilizzando il "melange optique", ossia la mescolanza ottica di puntini
di colori primari accostati tra di loro, egli voleva giungere a
risultati di massima brillantezza. Il quadro inoltre si trasforma in
una specie di mosaico che trasmette un'indubbia suggestione. Da questa
sua tecnica nasce il nome dato allo stile 'Puntinismo' o
'Pointillisme', alla francese.
Molte sono le affinità tra i due stili artistici, soprattutto sul
piano della scelta dei soggetti tratti dalla vita parigina di quegli
anni. Tuttavia, sul piano estetico, le differenze sono notevolissime
tali da rendere i due stili quasi opposti. Uno dei maggiori fascini
della pittura impressionista è la poetica dell'attimo fuggente che
viene materializzata in immagini sfuggenti e tremolanti. Nel
neo-impressionismo, invece, non vi sono attimi che trascorrono, ma una
sorta di congelamento del tempo che rende tutto immobile e statico.
Al Salon des Indèpendants del 1891 invia cinque opere fra cui Il
circo. Si tratta dell'ultima opera dell'artista, esposta agli
Indèpendants pochi giorni prima della morte, Georges Seurat muore molto
giovane, nel 1891, a soli trentadue anni. L'opera finisce
nell'appartamento della madre del pittore dove la vede e l'acquista
Signac. La scena si svolge al circo Fernando, ma viene resa in maniera
originale, si tratta di un circo simbolico, privo di alcun riferimento
reale. La luce e il colore hanno un carattere arbitrario, la cromia si
riduce a tre dominanti: rosso, giallo e blu. La composizione è molto
complessa, le silhouettes sono semplificate e piatte, l'artista
moltiplica gli angoli e sviluppa l'arabesco con uno stile che si può
avvicinare all'Art Nouveau. La stesura del colore è diversificata, e i
'punti' si allungano in tratti in prossimità delle linee principali e
per acuire il contorno dei personaggi. Seurat descrive i piaceri
popolari di Parigi e attinge, dopo la Parata del circo, all'immaginario
collettivo: molte delle figure, come l'acrobata, possono essere
confrontate con i motivi dei manifesti contemporanei.
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