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Marx e Engels: Il materialismo storico
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Restava aperto il problema di individuare quali fossero i caratteri del
movimento storico orientato verso l'attuazione del comunismo. La
risposta si sarebbe avuta, nel 1845, con quella che Engels avrebbe
definito 'concezione materialistica della storia'. In via preliminare,
Marx e Engels dovevano sgombrare definitivamente il campo dagli
equivoci dei giovani hegeliani, che si erano illusi di trasformare la
società tramite l'attività puramente teorica della critica: per questo
motivo essi provvidero con La Sacra Famiglia . La punta più avanzata
del movimento filosofico contemporaneo era tuttavia rappresentata da
Feuerbach: con lui soprattutto bisognava fare i conti. Ciò avvenne
nelle 11 Tesi su Feuerbach di Marx e nell' Ideologia tedesca , opera di
entrambi, anche se Engels ne attribuì il merito principale a Marx.
Feuerbach aveva smascherato il mondo rovesciato della religione,
ravvisandone la radice antropologica, ma non aveva colto in modo
adeguato il carattere storico della natura umana e le condizioni
storiche che rendono possibile il costituirsi della religione stessa.
Il problema per Marx ed Engels consiste nell'abolire, più che la
religione, le condizioni storiche che la rendono possibile. Questo
programma di modificazione storica della realtà trova espressione nella
celebre tesi secondo cui ' I filosofi hanno solo interpretato il mondo
in modi diversi; si tratta però di mutarlo. ' Nella filosofia di
Feuerbach è ancora forte un'eredità di stampo illuministico,
specialmente nella sua concezione della natura umana come essenza priva
di storia e nell'interpretazione materialistica di tale essenza. Il
materialismo di Feuerbach, vicino al materialismo settecentesco di La
Mettrie, concepisce l'uomo come entità naturale dotata di corporeità e
sensibilità e quindi fondamentalmente passiva, non come prassi attiva
trasformatrice della natura; di conseguenza esso considera la realtà
sensibile come oggetto già costituito, non prodotto dall'attività
sensibile umana. Da questo punto di vista, Hegel risulta superiore a
Feuerbach, in quanto ha individuato il carattere autoproduttivo
dell'attività umana, anche se solamente in quanto spirito e non come
attività sensibile.
In realtà, si dice nell' Ideologia tedesca , gli uomini si
distinguono dagli animali non perchè dotati di pensiero, bensì quando
iniziano a produrre i loro mezzi di sussistenza. Ciò che gli individui
sono, dipende dalle condizioni materiali della loro produzione: questo
è il presupposto basilare della concezione materialistica della storia
. Marx non adopera più il concetto di 'essenza umana' , ma parte dagli
uomini caratterizzati dai bisogni e dai mezzi per soddisfarli. Invece
di dedurre le categorie dell'economia politica dal principio filosofica
dell'essenza umana alienata, come avveniva nei Manoscritti , ora viene
introdotta un'analisi storica, economica e sociologica, delle forme di
produzione e dei rapporti sociali corrispondenti ad esse. Marx rifiuta
una concezione della storia come pura raccolta di fatti senza
connessioni, ma anche quella della storia speculativa, che attribuisce
le vicende storiche all'azione di soggetti immaginari, come
l'autocoscienza hegeliana.
Il problema è di spiegare i fatti nella loro successione, senza
pretendere di dedurli da un principio filosofico astratto. Dagli
scozzesi Ferguson, Smith e Millar, Marx ed Engels riprendono l'idea che
la base della società civile in tutti gli stadi della sua storia è il
modo in cui gli uomini si procurano la sussistenza: questi pensatori
avevano distinto gli stadi della caccia e della pesca, della
pastorizia, dell'agricoltura, dell'industria e del commercio. Anche per
Marx la base della società è economica ed è data dal modo di produzione
che la caratterizza. La soddisfazione dei primi bisogni e l'incremento
della popolazione generano nuovi bisogni, per soddisfare i quali è
necessario una più articolata divisione del lavoro . Il grado di
sviluppo delle forze produttive è quindi indicato dal grado di sviluppo
della divisione del lavoro: questa ha assunto storicamente varie forme,
dando luogo in particolare alla separazione tra città e campagna, cioè
tra agricoltura, da una parte, e commercio e industria, dall'altra, e
successivamente anche tra industria e commercio. Il modo di produzione
non coincide con la società nella sua totalità, ne è solamente la base;
infatti la 'società civile' è costituito da tutto l'insieme delle
relazioni materiali tra individui entro un determinato grado di
sviluppo delle forze produttive. Ai gradi di sviluppo del lavoro
corrispondono forze produttive diverse e diverse forme della proprietà.
Marx ed Engels distinguono 4 tipi di proprietà:
1) la proprietà tribale, in cui predominano la caccia, la pesca
e la pastorizia e dove, in un secondo tempo, interviene anche
l'agricoltura: in essa la divisione del lavoro è ancora scarsa;
2) la forma di proprietà caratteristica della comunità
antica, in cui ormai si è costituito lo Stato e in cui la principale
forza produttiva di cui si avvalgono i proprietari è costituita in gran
parte da schiavi: in questa forma già compare la divisione del lavoro
tra città e campagna e, quindi, tra agricoltura, industria e commercio;
3) la proprietà feudale, in cui predomina l'agricoltura: in
essa la società è organizzata gerarchicamente in ordini e corporazioni
e incominciano a generarsi le prime forme di capitale;
4) la proprietà caratteristica del modo di produrre capitalistico, in cui predomina l'industria.
Solo partendo dai differenti modi di produzione, con le
connesse forme di proprietà, è possibile comprendere la storia nella
sua totalità. In questo quadro, la natura stessa non appare più come
qualcosa di statico; infatti anch'essa ha una storia, legata ai
processi dell' industria e ai rapporti umani: una natura scissa dalle
vicende delle società umane non esiste. La storia umana, a sua volta,
non viene più concepita come lo svolgimento dell'essenza umana in
generale, ma come sviluppo di forme di produzione della vita materiale
e corrispondenti modi di organizzazione sociale. Questo non significa
che sia possibile dedurre dal modo di produzione la totalità delle
forme e delle relazioni sociali, ma solo che esso è la condizione
necessaria per spiegare il carattere delle istituzioni sociali e
politiche e i loro condizionamenti reciproci.
I modi di produzione determinano il carattere dei rapporti sociali
e politici e la stessa produzione delle idee: non la coscienza
determina la vita, ma la vita determina la coscienza e i suoi prodotti.
Questo è il nucleo della distinzione tra struttura e sovrastruttura ,
secondo la quale le idee e le produzioni culturali, la religione e la
stessa filosofia, oltre che la politica e il diritto, non si generano
in modo del tutto indipendente, ma sono anch'esse il prodotto di
determinati tipi di organizzazione economica e sociale. Questo
significa che per comprendere il processo storico bisogna partire dai
modi in cui gli uomini producono la loro vita materiale, più che da ciò
che essi dicono o pensano di essere. Marx sottolinea il peso che la
divisione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale esercita nella
formazione delle illusioni di autonomia che la filosofia e, in genere,
le attività intellettuali costruiscono sul proprio conto: in questo
consiste l' ideologia che, ritenendo le idee un prodotto autonomo, dà
un'immagine parziale o capovolta della realtà, senza necessariamente
averne coscienza e sovente di fatto giustificando la realtà esistente.
Proprio questa era, secondo Marx ed Engels, l'illusione dei
giovani hegeliani, che consideravano la genesi delle idee indipendenti
dalla base materiale e ritenevano che fosse sufficiente la critica
delle idee dominanti e la sostituzione di esse con altre idee per
portare all'emancipazione degli uomini: essi rappresentavano appunto
'l'ideologia tedesca'. Marx e Engels si preoccuperanno comunque di
evitare interpretazioni scorrette del rapporto fra struttura e
sovrastruttura. Da una parte Marx, già nell' Introduzione , scritta nel
1857, a Per la critica dell'economia politica , metterà in evidenza che
il rapporto tra sviluppo della produzione materiale e sviluppo della
produzione artistica non è del tutto parallelo: questo, tra l'altro,
permette di spiegare perché i prodotti dell'arte greca costituiscano
ancor oggi un oggetto di godimento estetico, pur essendo mutate le
condizioni materiali e il tipo di società in cui ebbero origine. Le
stesse produzioni culturali e intellettuali non sono completamente
ininfluenti, ma possono, a loro volta, agire sulla struttura e sulla
vita reale degli uomini.
Engels rifiuterà in seguito ogni interpretazione deterministica
del rapporto struttura-sovrastruttura, asserendo che non si può
considerare il fattore economico come unico fattore determinante: tale
rapporto, come d'altronde la tipologia delle forme di proprietà, ha in
primis una funzione euristica, serve ad orientare l'analisi storica e
la formulazione di programmi politici e non rappresenta una gabbia
dentro la quale costringere a forza il materiale empirico fornito dalle
vicende storiche.
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