Corrente elettrica Bookmark and Share
Vota   Media: 0.0/5 (0 voti)
       


Se colleghiamo due conduttori con carica uguale e opposta per mezzo di un filo metallico, le cariche si annullano reciprocamente e dopo un intervallo di tempo relativamente breve i due corpi risultano neutri. La neutralizzazione avviene a seguito di un flusso di elettroni attraverso il filo, dal corpo carico negativamente all'altro. In generale, in un qualunque sistema continuo di conduttori, gli elettroni fluiscono dal punto a potenziale minore a quello a potenziale più alto. Un flusso di cariche elettriche costituisce una corrente elettrica. Convenzionalmente, benché siano gli elettroni a muoversi all'interno di un conduttore, si assume come segno dell'intensità di corrente quello che avrebbero le cariche positive, cioè quello opposto al moto effettivo degli elettroni. Collegando un filo metallico ai morsetti di un generatore di tensione, ad esempio una pila, si ottiene un semplice esempio di circuito elettrico. 

Un tale circuito è caratterizzato da tre grandezze fondamentali: la differenza di potenziale applicata, che viene talvolta chiamata forza elettromotrice (fem) o tensione; l'intensità di corrente, misurata in ampere (1 ampere corrisponde al flusso di circa 6.240.000.000.000.000.000 elettroni al secondo attraverso una qualunque sezione del circuito); la resistenza. Come abbiamo già osservato, in condizioni ordinarie tutte le sostanze, conduttrici o non, si oppongono in una determinata misura al moto delle cariche e questo limita necessariamente l'intensità della corrente. Vedi anche Legge di Ohm. 

Quando in un filo conduttore scorre una corrente elettrica si possono osservare due effetti importanti: cresce la temperatura del filo; un ago magnetico posto nelle vicinanze si orienta, disponendosi perpendicolarmente al filo stesso. Il primo fenomeno è dovuto al fatto che gli elettroni, entrando in collisione con gli atomi del conduttore, cedono a questi una parte della loro energia, che viene in seguito dissipata sotto forma di calore. La potenza (energia nell'unità di tempo) dissipata in un secondo tra due punti di un circuito è data dalla formula P = V × I o P = I2 × R, dove V rappresenta la differenza di tensione tra i due punti considerati, R è la resistenza del ramo di circuito e I è l'intensità della corrente che lo attraversa.

Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 - CONTATTACI
ULTIME RICERCHE EFFETTUATE lacedaemonii a corinthiis et megarensibus | cyrus minor persarum rex praestans ingenio atque | ceres dea sub mortali specie | catilinae coniuratione patefacta cato sententiam rogatus in senatu inter alia dixit per deos immortales vos ego appello qui semper domos villas signa tabulas vestras dilexistis magis quam re | catilinae coniuratione patefacta cato sententiam | wp content themes nova timtthumb | ovidius naso equestri ac opulenta | ovidius naso equestri ac opulenta familia | quia a messenii a sparta | catone il vecchio l implacabile censore cato censor cretus illi potestati