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Le forze sono grandezze vettoriali, di conseguenza perché un corpo puntiforme sia in equilibrio non è necessario che su esso non agiscano forze, ma è sufficiente che sia nulla la risultante delle forze applicate, ossia la loro somma vettoriale. Ad esempio, un libro appoggiato su un tavolo è fermo non perché su di esso non agiscano forze, ma perché è nulla la somma vettoriale delle due forze a cui è sottoposto: la forza gravitazionale, diretta verso il basso, bilancia la reazione vincolare, rivolta verso l'alto.

Momento torcente

Se le dimensioni del corpo non sono trascurabili, e non vale quindi l'approssimazione di corpo puntiforme, la condizione che la risultante delle forze applicate a un corpo sia nulla è necessaria per l'equilibrio del corpo, ma non sufficiente. Ad esempio, se si pone un libro di costa su un piano e si spingono le due facce con le mani applicando forze di uguale intensità, il libro resta fermo se le mani sono una in opposizione all'altra; se invece una mano è più vicina al piano e l'altra al bordo superiore del libro, si genera un momento torcente che "rompe" l'equilibrio.

Il momento torcente rispetto a un asse è una grandezza vettoriale la cui intensità è data dal prodotto dell'intensità della forza per la distanza della sua retta di applicazione dall'asse di rotazione. In conclusione la condizione che la risultante delle forze sia nulla garantisce l'equilibrio traslazionale; perché si verifichi anche l'equilibrio rotazionale è necessario che sia nulla la somma vettoriale dei momenti delle singole forze rispetto all'asse di rotazione.

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