Archiloco - Frammenti Bookmark and Share
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1

Io sono scudiero del sire Enialio

E sono esperto dell´amabile dono delle muse.


2

Nella lancia è per me la focaccia impastata, 

nella lancia il vino ismarico; 

e bevo appoggiato alla lancia.


5

Qualcuno dei Sai si vanta dello scudo, 

arma perfetta, che presso un cespuglio abbandonai non volendo; 

ma ho salvato la vita. Che mi importa di quello scudo?

Vada in malora! In seguito me ne procurerò uno non peggiore.


13

Lamentando i lacrimosi lutti 

Né alcuno fra i cittadini, o Pericle, 

nè la città godrà delle feste: 

tali uomini infatti inghiottì

l´onda del mare molto rumoreggiante

e abbiamo i polmoni gonfi per le sofferenze. 

Ma nondimeno, mio caro, gli dei posero

Come medicina ai mali incurabili

L´energica rassegnazione. Ora uno ora un´altro

Ha questo: ora esso si è rivolto contro di noi 

e lamentiamo la piaga sanguinante, 

ma poi toccherà ad altri. Orsù al più presto

siate forti, cacciando via il lutto femmineo.


19

Non mi stanno a cuore i beni di Gige ricco d´oro, 

nè gelosia mai me ne prese, e non invidio

le imprese degli dei, e non bramo una grande signoria: 

infatti è lungi dagli occhi miei.


114

Non mi piace un generale di alta statura

Né che sta a gambe divaricate, 

né tronfio dei riccioli, nè rasato con cura, 

ma per me uno sia pure basso

e con le gambe storte a vedersi, 

ma saldamente piantato coi piedi, pieno di coraggio.


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