Fonetica: Dittonghi Bookmark and Share
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Si ha il dittongo, quando una vocale aspra è seguita immediatamente da una vocale dolce.

I dittonghi sono: ai, ei, oi, au, eu, ou; nonché il raro dittongo: hu; ed quello formato dalle due vocali dolci: ui. Tutti questi dittonghi si dicono propri. I dittonghi impropri sono formati dall'unione di a lungo, h, w, con la vocalei; però in questi dittonghi la i si sottoscrive e non si pronuncia, es.: v, V, J - si legge: a, e, o. Se questi dittonghi si trovano all'inizio della parola che comincia con lettera maiuscola, la i si scrive a fianco senza che sia pronunziata, es.: Ai, Hi, Wi.

I dittonghi sono generalmente lunghi.

Lo spirito e l'accento sui dittonghi sono posti sempre sulla seconda vocale, ma la parola si legge come se l'accento fosse posto sulla prima. Es: ka… - si legge kài; baloàsa - si legge balùsa; basileŚj - si legge basilèus;hÜdhsa - si legge éudesa; e¨tai - si legge èitai. Nei dittonghi impropri lo spirito e l'accento sono posti sulla prima vocale, e dunque la iota non si fa sentire, es: “Aidhj - si legge Ades.

Se due vocali, pur formando un dittongo, devono essere pronunciate separatamente, si pongono due punti sulla seconda vocale: la dieresi. Se la dieresi deve essere posta su una vocale che ha l'accento acuto, questo è posto nel mezzo dei puntini, es.: ¢¸dioj; l'accento circonflesso è posto invece sopra la dieresi.


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