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In primavera i meli cidoni irrigati dalle correnti derivate dai fiumi, dove è il giardino inviolato delle Vergini e i germogli della vite che crescono sotto gli ombrosi tralci pampinei, sono in fiore, ma per me Eros non è assopito in nessuna stagione, ma come Borea ardendo per la folgore, avventandosi da parte di Cipride con brucianti follie tenebroso, impavido vigorosamente tiene sotto custodia senza posa il mio cuore.


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Eros di nuovo, fissandomi languidamente con gli occhi di sotto le palpebre azzurre, mi getta con incantesimi dŽogni sorta nelle reti inestricabili di Cipride; davvero tremo al suo assalto, come un cavallo da corsa vincitore di premi vicino alla vecchiaia riluttante col rapido carro ecco che scende in battaglia.


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