Il tempo è imprevedibile Bookmark and Share
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Gymnasium Vol.2 - Es. 164 pag. 111

Alcuni, essendo andati nello scafo, navigavano. Dopo che essi furono giunti in alto mare, accadde che ci fu una violenta tempesta, e che la nave per poco affondò. Ogni navigante, strappatosi il vestito, invocava gli dei patrii tra lamenti e gemiti, promettendo di fare sacrifici di ringraziamento, qualora si fossero salvati. Cessata la tempesta e essendoci di nuovo la calma, essendo volti al banchetto ballavano e saltavano, come sicuramente scampati all’improvviso al pericolo. E il forte nocchiero diceva loro cominciando (così): "Ma, o amici, bisogna che noi gioiamo così qualora per caso ci sarà di nuovo una tempesta". La favola insegna di non montarsi affatto la testa per i felici successi, considerando il facile mutamento della sorte.

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