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La peste di Atene (III)
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Pag. 155 N°52
Infatti quell’anno, come era riconosciuto da tutti, proprio quello si
trovava ad essere (era per caso) sano riguardo alle altre malattie; se anche
uno capitava in qualche morbo, ogni
malattia andò a finire in questa. Gli altri senza alcun apparente motivo, ma
all’improvviso mentre erano sani per prima cosa venivano presi da forti calori
alla testa e da rossori ed infiammazioni degli occhi, e le parti interne, come
la gola e la lingua, subito erano sanguinolenti ed emettevano un fiato strano e
maleodorante; poi dopo questi sintomi (cose) sopravvenivano starnuti e
raucedine, e dopo non molto tempo il male scendeva nel petto con forte tosse; e
quando si localizzava nello stomaco, lo sconvolgeva e si presentavano tutti gli
spurghi di bile quanti sono nominati dai medici, e per giunta con grande
sofferenza, ai più capitò un vuoto singhiozzo che provocava una convulsione
violenta, per alcuni dopo che questi (spurghi) erano cessati, per altri anche
molto dopo.
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