Il verbo greco conserva parecchi tratti arcaici del verbo indoeuropeo, ma mostra altresì notevoli forme innovative, e in particolare, rispetto alla lingua madre, è caratterizzato dalla generale tendenza a rendere coerente il sistema della coniugazione verbale per tutti i tempi, le forme e i modi. Il verbo in greco, come in ogni lingua flessiva, si modifica aggiungendo in coda a una radice verbale una vocale tematica, un suffisso modale e/o temporale una terminazione; talora la radice stessa è ampliata con dei prefissi o degli infissi, per definire i vari temi temporali e le loro funzioni. Si serve inoltre spesso dell'apofonia o gradazione vocalica per distinguere i temi temporali fra di loro.
Qui di séguito esamineremo punto per punto i caratteri generali della flessione verbale greca, prima di mostrarne alcuni esempi.
Coniugazioni del verbo greco
I verbi greci si dividono in due grandi coniugazioni, che si differenziano solo e soltanto nel tema del presente:
- quella tematica, che si distingue per la desinenza -ω della prima persona singolare del presente indicativo, ed è caratterizzata dal fatto che le desinenze del presente e dell'imperfetto sono inserite sistematicamente su una vocale tematica, che mostra apofonia, ε - ο
- quella atematica, che si distingue per la desinenza -μι della prima persona singolare del presente indicativo, ed è caratterizzata dal fatto che le desinenze del presente si inseriscono direttamente sulla radice verbale, la cui vocale mostra apofonia (grado allungato nel singolare del presente indicativo, grado normale nelle altre forme).
Le due coniugazioni del greco corrispondono perfettamente alle due coniugazioni del sanscrito. Una coniugazione atematica in tutto simile a quella greca si rinviene anche in ittita. Il greco, nel presente e nell'imperfetto, conserva al novanta per cento la struttura del verbo indoeuropeo.