Pindaro
di Tebe, figlio di Scopelino, di Daifonte secondo alcuni, cosa che è anche più
veritiera…alcuni anche ne parlano come figlio di Pagonda. Discepolo della donna
Mirtide, si piazzò sessantacinquesimo alle olimpiadi, essendo fra gli anni
quaranta dopo la spedizione di Serse. E aveva un fratello di nome Erotione e
figlio di Diofante., Eumete e Protomaca come sorelle. E la fine della sua vita
avvenne tra le preghiere: di morire in compagnia nel teatro innalzandosi verso le ginocchia del suo amato
Teosseno, tra gli anni cinquantacinque. Scrisse in settanta libri, in dialetto
dorico, cose come le vittorie olimpioniche, quelle a Pizio, la prosodia, la
verginità, le consacrazioni, inni di Bacco, la dafneforia, le peana, le
iporchema, i canti ditirambi, la scolia, gli encomi, i canti lugubri, settanta
drammi tragici, epigrammi epici, e consigliò agli Elleni come si parla nel
discorso militare, ma anche di più.