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Teofrasto - Il balordo
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La balordaggine, per dir(la) con una definizione, è una lentezza di spirito nelle parole e nelle azioni, e il balordo è un tale che, dopo aver fatto il calcolo con i sassolini ed aver tirato la somma, chiede a chi gli siede vicino: "Quanto fa?". E citato in giudizio e stando per andarvi, scordatose(ne), se ne va in campagna. E se assiste (ad uno spettacolo), rimane solo a dormire nel teatro. E avendo mangiato molto, e vagando di notte dopo essersi alzato per (andare) al gabinetto, si fa mordere dalla cagna del vicino. E dopo aver preso e riposto una cosa lui stesso, la cerca e non riesce a trovarla. E se qualcuno gli annuncia che è morto uno dei suoi amici, perchè sia presente (al funerale), rattristatosi in volto e piangendo esclama: "Tanti auguri!". Ed essendo (pieno) inverno fa una scenata al servo perchè non ha comprato i cocomeri. E quando in campagna cuoce lui stesso le lenticchie per i figli, mettendo due volte il sale nella pentola, (le) rende immangiabili. E se qualcuno (gli) chiede: "Quanti morti pensi che siano stati portati a seppellire per la Porta Sacra?", gli risponde: "Quanti ne auguro a me e a te!".
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