Epodi - 01 A - Mecenate Bookmark and Share
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Su un battello, amico mio, te ne andrai

fra le alte torri delle navi,

preparato ad affrontare per Cesare

qualsiasi rischio, Mecenate:

ed io? per me la vita, se ti salvi,

è gioia, se no solo un peso.

Vivrò come vuoi tu in questa pace,

che solo al tuo fianco m'è dolce,

o sosterrò il tuo travaglio con l'animo

che s'addice a uomini forti?

Sí, lo sosterrò, e tra i valichi alpini

e il Caucaso inospitale

ti seguirò o sino all'ultimo golfo

d'occidente con cuore ardito.

Ti domandi che aiuto possa darti,

gracile e incapace che sono:

al tuo fianco sentirò meno l'ansia,

che piú m'assale se tu manchi:

cosí l'uccello, quando lascia i piccoli

che alleva, teme con piú angoscia

l'insidia dei serpenti, anche se poi

dentro il nido non sa difenderli.

Volentieri servirò in questa e in ogni

guerra, sperando di piacerti,

non perché piú numerosi si pieghino

i giovenchi sotto il mio giogo,

o perché il mio gregge prima del caldo

migri dalla Puglia in Lucania,

o una villa bianca nell'alta Túscolo

s'appoggi alle mura di Circe.

Per tua bontà sono ricco abbastanza:

non cerco soldi da inumare

come l'avaro Cremete o da spendere

come un nipote scioperato.


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