Epodi - 03 - L'aglio di Mecenate Bookmark and Share
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Se con mano empia squarci la gola

al vecchio genitore,

l'aglio dovrai mangiare,

che micidiale è piú della cicuta.

Ventre di ferro, i mietitori!

Che veleno è? mi strazia le viscere.

Forse sangue di vipera

è cotto in segreto con queste erbe?

o queste vivande letali

le ha manipolate Canidia?

Quando Medea s'invaghí di Giasone,

il duce che fra tutti gli argonauti

brillava di maggior bellezza,

lo unse, prima che legasse i tori

al giogo che ignoravano,

con questo intruglio,

e, in questo imbevuti i suoi doni,

si vendicò della rivale,

fuggendo poi sul drago alato.

Né mai dagli astri calò tanta arsura

sull'assetata Puglia,

né sulle spalle

del travagliato Ercole

avvampò piú infocato il dono.

 

Ma se ti tornasse una voglia simile,

beffardo Mecenate,

mi auguro che la tua bella

fermi con la mano i tuoi baci

e si rannicchi

sulla sponda estrema del letto.


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