Mi chiedi cosa snervi le mie forze tu,
ammuffita da troppo lunga vita,
che hai denti neri, tutta la fronte solcata
di rughe per l'età avanzata
e un culo osceno che si spalanca fra natiche
flaccide di vacca digiuna?
E per eccitarmi mostri sul petto tette
pendule come quelle di cavalla,
un ventre floscio e cosce rinsecchite
sopra polpacci tumefatti.
Buon per te, e immagini trionfali seguano
pure il tuo funerale,
né vi sia sposa che a passeggio possa
mostrare perle piú rotonde.
E allora? perché quei libretti stoici amano
dormire fra i tuoi cuscini di seta,
i miei nervi profani sono meno inerti
e il mio cazzo langue di meno?
Per farlo rizzare dall'inguine riottoso,
devi lavorare di bocca.