Epodi - 10 - Contro Mevio Bookmark and Share
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Sciolti gli ormeggi, con funesti auspici salpa

la nave dell'odioso Mevio:

scatenando i marosi, flagellagli i fianchi,

ricorda, ricordalo, Austro.

E il tenebroso Euro nel mare sconvolto

disperda remi infranti e gomene;

sorga Aquilone col nerbo che in cima ai monti

scuote e sradica i lecci;

e nella notte fosca in cui cupo declina Orione

non gli appaia una stella amica.

Né vada per acque piú tranquille del mare

ch'ebbero i greci vittoriosi,

quando Pallade l'ira sua da Troia in fiamme

volse contro l'empia nave d'Aiace.

Oh, quanto sudore attende i tuoi marinai

e come giallo sarà il tuo pallore,

quanti i piagnistei indegni d'uomo, quante le preghiere

che Giove non udrà,

quando, muggendo all'umido vento del sud,

l'Ionio ti frantumerà la chiglia!

Se grassa preda, lunga distesa sul lido,

sarà data in pasto agli smerghi,

alle Tempeste immolerò un'agnella

e un caprone lascivo.


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