Epodi - 13 - Rapiamus occasionem de die Bookmark and Share
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Minacciose all'orizzonte

si addensano le nuvole

e una bufera di neve

ci travolge;

dal nord il vento

urla tra gli alberi e sul mare.

Prendiamoci, amici miei,

ciò che dà la vita

e se reggono le forze con decoro,

sgombriamo la fronte

rannuvolata dall'età.

E tu versati un po' di vino

dell'anno in cui nacqui;

non dire altro:

forse, mutando la sorte,

un dio volgerà tutto al meglio.

Qui non rimane

che profumarci di essenze orientali

e con la musica

allontanare dal cuore

l'inquietudine del domani.

Sono parole di Chirone,

il suo congedo per Achille:

'Ragazzo invincibile,

nato mortale da una dea,

la terra di Assàraco,

solcata dalle acque rapide e gelide

del Simoenta e del torrente Xanto,

ti attende.

Ma con trama infallibile

le Parche t'impediranno il ritorno

e neppure tua madre,

azzurra di mare,

potrà ricondurti in patria.

Laggiú ogni dolore

dovrai consolare col vino,

col canto,

teneri conforti

all'angoscia che ci sfigura'.


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