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Testo originale
Anticamente gli uomini erano terrorizzati e divorati da orribili mostri: Ercole, dotato di incredibile forza e di singolare virtù, liberò la Grecia e acquisì la gloria presso i contemporanei e i posteri. In tutte le età infatti i Greci celebravano le imprese dell'eroe e presero da Ercole l'esempio di uomo forte e (hominim societati benefici). Ercole sostenne numerose fatiche per l'ira di Giunone. Elese le fauci del leone Nemea; prese vivo il cinghiale Erimanto; trasse dagli inferi in terra Cerbero, orribile cane con tre teste. Ercole tuttavia ebbe una brutta fine. Infatti Deianira, moglie di Ercole, per la frode e l'inganno di Nesso, aveva mandato all'uomo una tunica impregnata di veleno: Ercole la indossò incautamente e il veleno penetrò nel corpo immediatamente. Furioso per l'atroce dolore si privò lui stesso della vita. Dopo la morte i Greci, memori dei benefici, posero Ercole nel numero degli dei immortali.
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Traduzione
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