Satire - Libro 1 - 07 I due litiganti Bookmark and Share
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Come quel bastardo di Persio

si sia vendicato del proscritto Rupilio Re

e del suo fiele velenoso,

lo sanno, io credo, tutti,

sani e malati.

 

Questo Persio, persona facoltosa,

aveva a Clazòmene grossi affari

e proprio allora

una fastidiosa lite con Re:

uomo testardo e odioso al punto

da poter vincere anche un re,

era presuntuoso, pieno di boria

e di lingua cosí tagliente

da distanziare a briglia sciolta

tutti i Barro e i Sisenna.

 

Torniamo a Re.

Poiché non si arriva ad un accordo tra i due

(tutti cosí i litigiosi,

si comportano come i prodi

che una guerra ha messo di fronte:

tra Ettore, figlio di Priamo,

e l'impetuoso Achille

fu tanto accanito il rancore

che solo l'epilogo della morte

poté dividerli,

se non altro perché in entrambi

straordinario fu il valore;

se la discordia invece tormentasse due ignavi

o se scoppiasse guerra

fra due di valore diverso,

come Diomede e il licio Glauco,

il piú debole si ritirerebbe,

inviando doni per giunta),

al tempo in cui era pretore Bruto

della ricca provincia d'Asia,

Rupilio e Persio,

una coppia non assortita meglio

di Bito e Bacchio,

vennero a zuffa.

Furibondi assalgono il tribunale,

dando entrambi spettacolo incredibile di sé.

Persio espone la causa

e tutti i presenti scoppiano a ridere:

elogia Bruto ed elogia il suo séguito;

chiama Bruto sole dell'Asia,

costellazioni benefiche i suoi compagni,

eccetto Re:

quello era apparso come il Cane,

l'astro odiato dai contadini.

Straripava come d'inverno un fiume in luoghi

dove di rado penetra la scure.

A quel diluvio di spropositi

risponde per le rime il prenestino,

come fa dall'albero il vignaiolo,

che testardo non vuole darsi vinto,

contro il viandante,

costretto spesso a cedere,

quando a gran voce

lo beffeggia col verso del cuculo.

 

Ma il greco Persio,

sommerso da quell'italica acidità,

esclama: 'Per tutti gli dei,

Bruto, t'imploro:

tu che sai togliere di mezzo i re,

perché non strozzi questo Re?

L'impresa, credimi, è compito tuo'.


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