Giacomo Leopardi - Il tema del viaggio
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ISLANDESE |
VECCHIEREL |
ULISSE |
DANTE |
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SCOPO DEL VIAGGIO |
- non potendo raggiungere il piacere, trovare almeno un luogo dove non patire (63-65) à diminuire il dolore. |
- lo scopo non è dichiarato: dare una risposta alla sua domanda metafisica? Forse questo è il fine del pastore, ma propriamente la raffigurazione del vecchierel sembra suggerire più un'abitudine o un automatismo dell'esistenza che la ricerca di uno scopo. |
" Per seguir virtute e canoscenza": per penetrare e conoscere il mistero e l'ignoto. |
Ricerca e contemplazione della verità per rivelarla a tutti gli uomini: dimensione didascalica, pedagogica e intento morale |
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ISLANDESE |
VECCHIEREL |
ULISSE |
DANTE |
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PERCORSO |
- dall'Islanda, viaggiando per il mondo, giunge nell' "interiore dell'Africa". Il suo percorso parte dalla civiltà e finisce con l'incontro con la Natura, personificata in una donna gigantesca dal volto "mezzo tra bello e terribile", in un luogo selvaggio ed incontaminato. Il paesaggio che incontra è pieno di insidie, il suo viaggio è pieno di sofferenze causate dal clima, dalla furia degli elementi, dagli animali spesso feroci e velenosi. La natura gli è ostile in tutto il suo viaggio e gli procura continuamente pena. |
- il pastore viaggia nel Caucaso, in Asia e il paesaggio suggerito nella rappresentazione del vecchierel sembra rimandare ad un identico ambiente. La natura insidia l'uomo con il clima avverso e un paesaggio che causa sofferenze e pene.
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Dal mare verso l'oceano attraverso lo stretto di Gibilterra. Il mare è calmo, il viaggio è tranquillo per un lungo tratto, ma alla fine Ulisse viene travolto da un vortice. |
Il viaggio è spirituale e avviene nell'aldilà: 1.Inferno:la natura è insNormal>2.Purgatorio:inizia l'ascesa del poeta sul monte e il cammino diventa sempre meno difficoltoso; il paesaggio è piacevole ed il poeta ammira il cielo e i suoi cambiamentià dimensioni aurorali o crepuscolari. 3.Paradiso:caratterizzato dalla luce, che varia di intensità, dalla musica e dalla danza. |
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ISLANDESE |
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DANTE |
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CONDIZIONI DEL SOGGETTO IN VIAGGIO |
Viaggiatore solitario finisce di fronte alla Natura da cui era fuggito. |
Infermo, scalzo, " bianco", lacero, uomo di condizione fisica misera, continuamente messo in difficoltà dalla natura. Affronta il viaggio senza "posa o ristoro" per non cedere alle insidie della natura. Il vecchierel è un modello universale: la natura, nel suo ciclo meccanicistico, insidia quotidianamente e gradualmente tutti gli uomini. |
Nel viaggio Ulisse è con i suoi compagni, che ormai sono "vecchi e tardi". Ulisse è un modello "alto" di uomo, che ha dietro di sé una tradizione dotta, e decide liberamente di sfidare la natura. Ulisse è un'eccezione, è un uomo di grandi qualità (ECCESSIVAMENTE MAGMANIMO) con una grande capacità di persuasione: quindi non è un esempio di uomo comune, bensì egli mostra le conseguenze di un atteggiamento estremo nei confronti della natura. |
Dante è accompagnato prima da Virgilio e poi da Beatrice, non è mai solo e quando è in pericolo chiede subito aiuto. Egli compie un viaggio spirituale ma non si dimentica mai della naturalità del corpo (¹ da spiritualismo assoluto), che si riscatterà dopo il Giudizio Universale.
L' impianto didascalico è evidente in quanto Dante VEDE le pene che GLI ALTRI subiscono
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Entrambi i viaggiatori sono tormentati dalla natura; essi sono esemplari elementari di un'esistenza ridotta ai minimi termini; non hanno speranza per il futuro, non chiedono aiuto a nessuno e entrambi si pongono interrogativi sull'esistenza. La natura è ineliminabile, civiltà º natura ("l'uomo è un animale sociale" - Aristotele) (cfr. il secondo finale dell'Operetta) |
In entrambi la natura è ineliminabile, ma essa non è indifferente e autonoma, ma è governata da un volere divinoà le vicende di Dante e Ulisse sono ambientate in una dimensione cristiana e in una prospettiva di eternità o di Oltranza che non c'è nel caso del vecchierel e dell'Islandese |
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ISLANDESE |
VECCHIEREL |
ULISSE |
DANTE |
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ESITO DEL VIAGGIO |
Il viaggio si conclude con la sua morte La causa rimane un mistero come la risposta alla domanda che l'Islandese pone alla natura. |
Il vecchierel muore precipitando in un " abisso orrido, immenso ov'ei ... il tutto oblia." |
Dopo il naufragio Ulisse muore, ma la morte è solamente una dolorosa tappa per giungere nell'aldilà, dove sconterà la sua pena nell'attesa del Giudizio divino |
La contemplazione della verità è per Dante una motivazione per vivere una vita rinnovata, illuminato dalla fede. |
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La natura agisce trasferendo nell'indeterminatezza (nel 2° finale non si sa bene dove l'islandese venga portato e da chi venga trovato, mentre il vecchierel finisce in un abisso "immenso dove il tutto oblia") La morte è una sofferenza: non vengono risolti il mistero della vita e la ricerca di significato. Lo scopo della loro vita non è perseguibile! Non esiste un metodo di percorso della vita che è indifferente alle domande che si pongono alla vita e all'ipotesi che su di essa si "rischia" Questi uomini hanno scelto il loro percorso senza speranza nella sofferenza e nel dolore, in una dimensione materialistica-meccanicistica, non ipotizzando alternative di carattere "positivo" |
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