Per parlare di genesi storica è necessario rifarsi a documenti precisi che testimonino una certa sia pure parziale e confusa presa di coscienza del rinnovamento in atto, ma è chiaro che sia possibile rintracciare, ancor prima di questi documenti, manifestazioni inconsapevoli di romanticismo.
Intanto è da dire che la parola "romantico" fu adottata ufficialmente per definire il nuovo movimento di pensiero e di arte, da quando il tedesco Novalis l'usò per la prima volta, verso la fine del Settecento, per indicare quella poesia che si ispirava all'età medievale o "romanza". Il termine, però, era già stato usato un secolo prima in Inghilterra per definire componimenti fantastici in versi o in prosa (romanzi).
Ma l'atto di nascita del Romanticismo porta la data del 1798, anno della pubblicazione della rivista "Athenaeum", fondata da alcuni scrittori di Jena, che cercarono di fare il punto sulla nuova concezione dell'arte e della vita.
Le prime opere consapevolmente romantiche vennero appunto dalla Germania e furono in gran parte realizzate dagli stessi redattori di "Athenaeum": Federico Schlegel compose il romanzo "Lucinda"; del Novalis (Federico von Hardenberg) sono famosi gli "Inni alla notte", i "Canti alla Madonna"; non meno famosi sono i romanzi, le novelle e le fiabe ("Il gatto con gli stivali", "Il principe Zerbino", ecc.) di Ludovico Tieck. Fra le opere teoriche, ricordiamo il "Corso sulla letteratura drammatica" di Augusto Guglielmo Schlegel e la "Storia della letteratura antica a moderna" di Federico Schlegel.
Il primo manifesto del romanticismo inglese è generalmente considerata la prefazione apparsa nel volume delle "Ballate liriche" dei poeti Guglielmo Wordsworth e Samuele Taylor Coleridge, che vide la luce nello stesso anno della rivista tedesca, e cioè nel 1798.