L'Orlando Furioso - Analisi della lettura
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| "Bagna talor su la chiara onda e fresca l'asciutte labra, e con la man diguazza." |
L'INCANTOSENSUALE, L'OBLIO E UN'OMBRA DI MALINCONIA in questi versi di Alcina eAstolfo:
| "Io mi godea le delicate membra: pareami aver qui tutto il ben raccolto che fra mortali in più parti si smembra, a chi più et a chi meno, e a nessun molto; nè di Francia nè d'altro mi rimembra: stavami sempre a contemplar quel volto." |
UNACHIAVE DI LETTURA DEL POEMA: VERO / FALSO PURCHE' BELLO
Sullaporta della città di Alcina c'è una spessa coltre di gemme, ornamentopreziosissimo.
| "O vero o falso ch'all'occhio risponda, non è cosa più bella o più gioconda." |
E'una chiave di lettura, addirittura, per tutto il poema, perché l'A. vi diceche alla fin fine non importa se il bello sia vero o falso, purché sia bello eagli occhi faccia incanto. E' l'idea della poesia come favola bella, comesuprema affabulazione del reale (non dimenticato, però, ma metaforizzato), cherende pieno di gioia l'occhio (e il cuore) dell'uomo. E' il naturalismorinascimentale, che, in fondo, non s'impegna in una valutazione etica delreale nel senso della verticalità trascendente.
"corron scherzando lascive donzelle,
| che, se i rispetti debiti alle donne servasser più, sarien forse più belle." |
ILREGNO DI ALCINA merita attenzione: è luogo di eterna felicità, di deliziamondana, di primavera perpetua. Topos ben noto.
OLIMPIAABBANDONATA
Bellissimo episodio. A. rivela sapienza nel penetrare la disperazione di uncuore, gareggiando con i modelli classici.
IRONIA
Angelica di fronte all'Orca dà occasione di sorrisi nel mezzo di unasituazione che dovrebbe essere terrorizzante e angosciosa. Invece Ruggiero,sottratta Angelica al mostro con l'ippogrifo, "così privò la fera de lacena/ per lei soave e delicata troppa"; e più avanti, quando si preparaall'amoroso assalto, egli, che ha vinto l'Orca, "frettoloso...confusamente l'arme si levava./ Non gli parve altra volta mai star tanto;/ ches'un laccio sciogliea, dui s'annodava."
E,dopo il sorriso che spina la fronte del lettore, l'altra trovata dell'ironia(distacco - armonia - ritorno al tono medio): "Ma troppo è lungo ormai,Signor, il canto/ e forse ch'anco l'ascoltar vi grava;/ sì ch'io differiròl'istoria mia/ in altro tempo che più grato sia."
LAFORZA DELL'AMORE E DELLA BELLEZZA SU UN ANIMO BRUTO
L'amorecolpisce, insieme alla bellezza, anche i più brutali, anche Mandricardo ("disangue brutto e con faccia empia e scura" c.XIV)
L'ottava58.a ripete il dantesco: "Amor che a nullo amato amar perdona..."; ma quantolontano lo spirito drammatico e inesorabile dell'Inferno, dal tono morbido,trepidante e madrigalesco, da elegante corte rinascimentale, dell'Ariosto.
Ilconfronto fra la terzina dantesca e quest'ottava è didatticamnte moltoilluminante.
RELIGIONE
c.XIV
Agramantesi appresta all'assalto di Parigi. I cristiani pure, con messe, confessioni epreghiere. Si sente che l'animo laico-indifferente dell'Ariosto non sente lacorda della fede, anzi non sa reprimere l'umorismo, anche involontario.
Adir messe, per esempio, son chiamati"... preti, frati bianchi, neri e bigi"con nota coloristica, stonata se riferita al clima che si vorrebbe creare. Così,più avanti, Carlo Magno prega Dio così: se siamo peccatori puniscici, ma chenon siano i tuoi nemici ad ucciderci, Che penserebbero di Te, se fai uccidere daloro, i tuoi amici? Vi si vede un Dio preoccupato, da piccolo-borghese, dellasua reputazione presso i suoi nemici! E quando l'arcangelo Michele va in unconvento in cerca del Silenzio (gli serve un compagno alla sua impresa di gettarDiscordia fra i saraceni)
| "Non è Silenzio quivi; e gli fu ditto che non abita più, fuor che in iscritto." Né Pietà, né Quiete né Umilitade né quivi Amor né quivi Pace mira. Ben vi fur già, ma ne l'antiqua etade; che le cacciar la Gola, Avarizia et Ira e vide ch'anco la Discordia v'era." |
LABATTAGLIA DI PARIGI
Nonc'è raccapriccio per la strage, anzi affiora anche qui l'umorismo, quando icerchi di fuoco "mettono a' Saracini aspre ghirlande."
RODOMONTE:mentre i suoi salgono come pecore su per le mille scale e hanno paura, egli, nonsolo non ne ha, ma "dove nel caso disperato e rio / gli altri fan voti, eglibestemmia Dio."
Binni.E' un atteggiamento titanico, una delle più grandi figure del titanismoantico, sebbene senza coscienza di romantiche rivolte.
BATTAGLIAE UMORISMO: Moschino, cristiano, non adora altro che il vino. Rodomonte loscaglia giù dai merli, nell'acqua del fossato: "or quivi muore; e quel chepiù l'annoia, / è 'l sentir che ne l'acqua se ne muoia."
AUTENTICACOMMOZIONE E SERIETA' ASSOLUTA
ènello splendido episodio della morte di Zerbino e in quella di Isabella, che silascia uccidere da Rodomonte, piuttosto che cedergli, in una notte diubriachezza, illuminata dai bagliori del fuoco. E mentre il capo di Zerbinorotola, s'ode appena, ancora, il nome di Zerbino.
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