Petrarca Francesco: Opere - Le invettive Bookmark and Share
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INVECTIVE CONTRA MEDICUM

Le Invective contra medicum sono uno scritto polemico contro un medico della curia papale (il cui nome Petrarca tace, come sempre fa con i suoi avversari, ed è rimasto ignoto). Esse non si limitano ad attaccare le pretese dei medici contemporanei di equiparare la loro professione a un'arte liberale, ma affermano la preminenza della poesia su tutte le altre attività dello spirito. La loro causa occasionale fu una malattia che afflisse Clemente VI nel 1352 e una lettera che Petrarca gli indirizzò per l'occasione (Familiares V 19) consigliandolo di non rivolgersi a molti medici, i cui pareri sarebbero entrati in contrasto fra loro, e di affidarsi a uno solo. Uno dei medici papali, piccato, attaccò Petrarca a due riprese e Petrarca rispose dapprima con il libro I e poi con gli altri tre libri delle Invective (composti probabilmente l'uno ad Avignone e gli altri a Valchiusa). L'opera ebbe inizialmente una diffusione limitata agli ambienti curiali; nel 1357 Petrarca ne inviò una copia a Giovanni Boccaccio e in seguito questi la trasmise a Barbato da Sulmona.
Le Invective rappresentano il momento più significativo della polemica petrarchesca contro i medici del suo tempo, all'interno della quale va ricordata anche una lettera a Boccaccio (Seniles V 3), che li raffigura apertamente come ciarlatani, e due a Giovanni Dondi (Seniles XII 1 e 2), ferme nell'argomentazione ma leggere nel tono. 


INVECTIVA CONTRA QUENDAM MAGNI STATUS HOMINEM SED NULLIUS SCIENTIE AUT VIRTUTIS

La Invectiva contra quendam magni status hominem sed nullius scientie aut virtutis è uno scritto polemico contro il cardinale francese Jean de Caraman (mai nominato), che aveva rinfacciato a Petrarca di essere andato a vivere presso i tiranni Visconti. La risposta consistette nell'esposizione della dottrina del male minore: i Visconti si comportano come gli altri principi, quasi tutti sono soggetti a qualcuno, ciò che importa è mantenere la propria libertà interiore. Composta nel 1355, la Invectiva si inserisce nell'attività autoapologetica che Petrarca si vide costretto a svolgere per giustificare il suo soggiorno a Milano. 


DE SUI IPSIUS ET MULTORUM IGNORANTIA


Il De sui ipsius et multorum ignorantia è uno scritto polemico contro quattro giovani aristotelici (mai nominati, e noti da testimonianze indirette: Leonardo Dandolo, Zaccaria Contarini, Tommaso Talenti, Guido da Bagnolo) che frequentavano Petrarca durante la sua permanenza a Venezia e che avevano rivolto critiche alla sua cultura, donde il titolo sarcastico dell'opera. Il De ignorantia venne elaborato nel corso del 1367, ma notevolmente ampliato in seguito: la redazione definitiva fu inviata al dedicatario Donato Albanzani all'inizio del 1371. Anche uno dei suoi primi conoscitori, Giovanni Boccaccio, nel 1369 aveva composto un'apologia in difesa di Petrarca, che per questo ringraziò l'amico (Seniles XV 8).
Il nucleo argomentativo del De ignorantia consiste nell'attacco al naturalismo razionalista di Aristotele e all'acritico principio di autorità praticato dai suoi seguaci moderni: a questi atteggiamenti Petrarca contrappone rispettivamente la filosofia morale, fonte della crescita interiore dell'uomo, e la fede cristiana, unica garanzia di verità. 


INVECTIVA CONTRA EUM QUI MALEDIXIT ITALIE

La Invectiva contra eum qui maledixit Italie è uno scritto polemico contro il teologo Jean de Hesdin (mai nominato), che aveva risposto alla sfida lanciata da Petrarca in una lettera a papa Urbano V (Seniles IX 1), da poco tornato a Roma, affinchè un campione del partito filofrancese controbattesse le sue argomentazioni in favore dell'Italia e contro la Francia. Il legato papale Uguccione da Thiene portò l'operetta di Jean de Hesdin a Padova all'inizio del 1373 e la fece leggere a Petrarca, il quale compose la sua Invectiva in pochi mesi. Le argomentazioni hanno un carattere prevalentemente storico e culturale: l'impero romano ha raggiunto una grandezza quale la Francia, sua ex provincia barbara, non potrà mai ottenere; la letteratura francese resta molto al di sotto di quella latina. 

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