L'analisi matematica tratta in maniera estesa e particolareggiata delle
grandezze infinitamente grandi ed infinitamente piccole. La nozione di infinito
è abbastanza intuitiva ma una sua definizione matematica fu data da G.Cantor
solo alla fine del secolo scorso ed è basata su una particolare proprietà degli
insiemi infiniti. Egli osservò che, in un insieme infinito, è possibile porre in
corrispondenza biunivoca l'insieme stesso con un suo sottoinsieme proprio, cosa
impossibile per un insieme finito. Per esempio, è possibile stabilire una
corrispondenza biunivoca tra l'insieme dei numeri interi e quello dei dispari.
Dall'esempio mostrato può sembrare che il secondo insieme contenga meno elementi
rispetto al primo, ma così non è. Proprio la possibilità di stabilire una
corrispondenza biunivoca tra i due porta a concludere che la cardinalità, cioè
il numero di elementi, è la stessa. Gli insiemi che possono essere posti in
corrispondenza con i numeri interi si dicono numerabili, ovvero che hanno la
potenza del numerabile. Oltre ad N sono numerabili anche gli insiemi Z e Q. La
loro cardinalità è indicata con un simbolo speciale che si chiama "Alef con
zero". Tale notazione è necessaria per distinguerli da altri insiemi numerici
che non possono essere posti in corrispondenza con N. Tali sono gli insiemi I ed
R. La loro cardinalità è maggiore di quella del numerabile e viene indicata con
il simbolo "Alef con uno". Intuitivamente possiamo dire che I ed R contengono
'più' elementi di N o Q. La loro cardinalità è detta potenza del continuo.
Notiamo dunque che gli infiniti non sono tutti uguali. La serie degli Alef
continua anch'essa fino all'infinito, formando un insieme detto dei numeri
cardinali transfiniti. Le operazioni con le grandezze infinite hanno alcune
particolarità. Per esempio, in base alla definizione di infinito di Cantor,
risulta che aggiungendo o togliendo un numero finito di elementi ad un insieme
infinito non cambia la sua cardinalità. Se, per esempio, dall'insieme degli
interi si tolgono i primi cento numeri è ancora possibile porre il nuovo insieme
in corrispondenza biunivoca con l'insieme completo. Esso ha ancora la potenza
del numerabile. Si deve dunque operare con alcune cautele quando si incontrano
le grandezze infinite, problema che si incontrerà nello studio delle
forme notevoli e delle
forme indeterminate.