Don Abbondio: la figura di Don Abbondio Bookmark and Share
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L'autore descrive nei minimi particolari don Abbondio tanto che sembra proprio di vederlo camminare per uno di quei sentieri sterrati e pieni di ciottoli. Don Abbondio legge il suo breviario e tra un salmo e l'altro alza lo sguardo per osservare il monte dove il sole è già tramontato, oppure gira gli occhi verso la strada che si biforca in due viottoli diretto verso casa. I movimenti di Don Abbondio sono molto lenti , la descrizione dell'autore contribuisce a sottolineare le caratteristiche di questo personaggio ,che in apparenza sembra una persona tranquilla e poco coraggiosa. Il Manzoni è molto preciso sulla d'inizio della vicenda, per rendere più vera la storia che dovrà raccontare e sulla descrizione del paesaggio che si presenta davanti agli occhi del curato, descrizione che è molto attinente alla realtà. Con la frase “Vide una cosa che non s'aspettava, e che non avrebbe voluto vedere”, si riesce a capire subito quanto poco poco coraggioso sia questo personaggio e quanto sia spaventato alla sola vista di questi individui poco rassicuranti. Anche la descrizione dei bravi è molto particolareggiata, il loro abbigliamento mette in evidenza quanto poco raccomandabili siano questi personaggi. Infatti dalla descrizione fisica , ma soprattutto del loro abbigliamento, si può comprendere quanto immorale sia il comportamento dei bravi, che sono mercenari al servizio dei potenti per sottomettere i più deboli. Il ciuffo serve loro per mascherarsi nel corso di azioni violente, ma comunque ci sono altre caratteristiche che denotano la malvagità dei Bravi,come la nappa della reticella e i folti baffi. Era evidente che i bravi aspettassero qualcuno, ma Don Abbondio sperava proprio che non fosse lui la persona in questione: tuttavia le occhiate dei Bravi e i loro movimenti facevano capire chiaramente che era il curato la persona che essi aspettavano. L'autore sottolinea l'insicurezza e la paura del personaggio alla vista dei Bravi. Egli cerca invano una via di fuga, ma ormai è troppo tardi, allora si fa coraggio e va incontro al pericolo affrettando il passo e recitando un versetto a voce più alta. Durante il colloquio Don Abbondio cerca di giustificarsi per quello che sta per accadere, cioè il matrimonio di Renzo e Lucia, risultando così agli occhi del lettore meschino e opportunista e diventando così complice della violenza di Don Rodrigo, ovvero di chi detiene il potere. Con una similitudine il Manzoni descrive la reazione di Don Abbondio al nome di Don Rodrigo, pronunciato da uno dei due Bravi; nella mente di Don Abbondio questo nome risuona come un lampo nel bel mezzo di un temporale. Mentre l'inchino di Don Abbondio , che chiede un suggerimento, è segno di sottomissione e di ubbidienza. A questo punto i Bravi salutano Don Abbondio, mentre egli desidererebbe prolungare la conversazione e le trattative. Mentre don Abbondio viene descritto più nel carattere i bravi vengono esaminati dal punto di vista fisico.

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