|
Don Rodrigo
| Vota | | Media: 1.0/5 (1 voto) |
Di questo personaggio, l'autore non ritiene necessario disegnare un ritratto
fisico, ciò che gli interessa è il suo ritratto morale. Sappiamo che don Rodrigo
è un signorotto di mezza tacca, che tuttavia, nel suo piccolo regno e nei
dintorni immediati può tranquillamente infischiarsi della legge. Di tale suo
potere egli è consapevole e compiaciuto. Nei suoi soprusi e nelle sue varie
birbonate, don Rodrigo non vuole mai romperla con la legge, si avvale delle sue
relazioni e protezioni di parenti più grossi. Ma la giustizia divina è presente
per punire quel reo: è presente nel colloquio tempestoso con fra Cristoforo
quando alla parole <<Verrà un giorno>> tra la rabbia e la meraviglia
attonito egli avverte un lontano e misterioso spavento. Che Dio esista, don
Rodrigo non lo ammette ne lo nega, è un Dio oppressivo, fastidioso, importuno, è
il Dio delle proibizioni. Non possiamo di re che in don Rodrigo il senso
religioso sia del tutto spento; ma è ridotto al lumicino. Alla fede consapevole
e fiduciosa in Dio, padre buono ed amoroso, egli ha sostituito il timore di un
minaccioso fantasma. Quando don Rodrigo scopre che è stato anche lui contagiato
dalla peste, viene preso dal terrore e non è più il signorotto superbo ma
diventa un uomo che si vede perduto. In breve tempo, la peste lo trasferisce
dalla categoria degli oppressori a quella degli oppressi. Da questo rapido e
radicale mutamento nasce nell'autore e si trasmette un sentimento di
commiserazione per un personaggio che finora ha suscitato ben altri affetti.
|
Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 -
CONTATTACI |
| |