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Il ritratto di Gertrude
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Il Manzoni ci narra passo passo la storia di Gertrude: la vediamo bambina
accogliere con ingenua gioia dei balocchi che non sono altro che bambole vestite
da monaca; la vediamo fanciullina, in convento, gonfiarsi di piccolo orgoglio
per il posto distinto a tavola, per le lodi alla sua condotta, proposta ad
esempio alle altre educande, la vediamo giovinetta abbandonarsi al primo,
confuso richiamo d'amore. a mano a mano che Gertrude cresce, nascono e si
sviluppano nel suo animo sentimenti contrastanti: timore del padre e insieme
desiderio di amarlo e di esserne amata; consapevolezza della propria personalità
e insieme incapacità di imporla; confusa aspirazione al bene e insieme desiderio
di godersi liberamente i piaceri del mondo. Costretta a chiedere pubblicamente
alla badessa di essere ammessa a vestire l'abito religioso, ella ripensa con
sgomento al passo compiuto, ma, leggendo sul volto del padre grande
soddisfazione, ne è per un istante tutta contenta. Vergognosa della sua
incapacità di imporsi, indispettita contro gli altri ma soprattutto contro se
stessa, va meditando se possa ancora cogliere l'occasione per tornare indietro.
Il suo orgoglio smisurato che le impedisce di accettare i propri errori diventa
la sua debolezza, la rende prigioniera di se stessa e incapace di affermare la
propria volontà. Diventata monaca per forza, Gertrude non fa che rimasticare
l'amaro del suo passato e disfare mille volte col pensiero ciò che ha fatto
nell'opera. Essa piange la propria bellezza, la sua gioventù e invidia qualunque
donna si goda al mondo quei doni. Priva di una visione veritiera del
Cristianesimo, non confortata né sostenuta dalla religione, l'infelice cadrà a
poco a poco nella disperazione e si lascerà andare ad un avvilimento morale nel
quale perde ogni freno ed ogni stima della propria dignità personale. Tutto ciò
ne farà una corrotta infine, l'orgoglio, imponendole di tenere segreta ad ogni
costo la sua tresca con Egidio la farà complice di un assassinio. L'aspetto più
evidente della tragedia di Gertrude, è quello della costrizione e del sacrificio
imposti dalle convenzioni e dall'autoritarismo paterno. La volontà individuale,
la libertà cristianamente intesa come facoltà di seguire il bene, vengono
calpestati in nome di falsi valori quali la ricchezza e il prestigio. Ma, al di
là di questo, c'è un'altra tematica di carattere generale, che rende ancora
estremamente attuale la riflessione sul dramma della monaca di Monza. E' il tema
dell'incomunicabilità a segnare le pagine dedicate alla descrizione dei rapporti
all'interno della famiglia di Gertrude e a stabilire un ideale legame tra quella
vicenda e i nostri giorni. Gertrude tenta disperatamente di entrare in contatto
con il padre, nel tentativo di stabilire un dialogo che non avverrà mai. Tra le
due generazioni si crea una sbarramento, che dall'ambito familiare si estende a
quello domestico coinvolgendo ospiti e servitori della casa paterna: la prima
vera violenza ai danni danni della fanciulla è il totale isolamento in cui è
posta.
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