Il romanzo piacque ai lettori italianidell'800, a quei lettori che stavano vivendo l'esaltante stagione delrisorgimento nazionale. Perché piacque? Cosa trovavano essi, di risorgimentale,di liberale, di patriottico in esso?
Vi trovavano, fin dalle prime pagine, ilquadro allarmante dei guasti morali, prima ancora che politici, che ladominazione straniera provoca in un popolo, che decade soprattutto nella suadignità. Dietro gli spagnoli ogni lettore vedeva agitarsi il fantasma degliaustriaci. E questo bastava. D'altronde anche la lingua, così accortamentenazionale e popolare, faceva sentire gli italiani (al di là delle barrierepolitiche degli stati e al di là degli steccati ideologici di cattolici,mazziniani o cavouriani) tutti uniti intorno ad un libro, ad un grande affrescodell'Italia di ieri, utile a capire l'Italia di allora e di sempre. Ma anchela visione, cui s'è accennato, d'un diverso uso della cultura, significavaun invito a superare finalmente la secolare barriera che aveva diviso gliitaliani colti dal popolo, gli intellettuali dalle masse. Valore nazionale e'italiano' il romanzo lo acquistava anche nel momento in cui delineava ilruolo della chiesa nella storia d'Italia, non sempre e non tutto positivo, macomunque determinante. E ancora specchio della civiltà italiana diventava ilracconto quando esso sapeva ritrarre il contrasto antico fra mondo rurale emondo cittadino, con qualche chiara propensione verso quest'ultimo, ove vivonopiù numerosi gli "uomini di Dio". Per di più il romanzo (ed è unsuo alto valore civile ed educativo che qui si tocca) era tutto un inno allavoro serio, costante, onesto (di Renzo, di Bortolo) e una denuncia aspradell'ozio e del parassitismo. Dietro i personaggi si muove, evidentemente, lavisione borghese e moderna e cristiana dell'uomo che edifica se stesso e lapropria dimora sociale con la fatica delle proprie mani, con serietà e impegno.Non l'esaltazione dell'"eroismo" avventuroso, tanto caro airomantici, né delle creature viventi di sogni e di immaginazioni fantasiose, mala celebrazione delle solide e feconde attività umane, concretamente terrene esocialmente utili. Il lavoro fa "crescere" e Renzo, in conclusione,avrà fatto un passo avanti nella scala sociale. Romanzo dai tanti volti,quindi, I promessi sposi, romanzo che risponde alle esigenze espresse dalromanticismo lombardo (opera popolare, nazionale, educatrice in senso politico ecivile e morale) ma che va ben al di là di quelle esigenze storiche. Romanzodell'uomo che vive sulla terra e nella storia accompagnato, sulla sua strada,dall'invisibile mano di Dio, che alcuni riconoscono, altri sfiorano solo,altri rifiutano. Romanzo, bisogna dirlo, tradito e insieme salvato dalla scuola.Salvato perché la pratica didattica lo ha fatto conoscere a tutti gli italiani;ma anche tradito perché la lettura scolastica, lo studio su di esso, lesemplificazioni eccessive, lo hanno mutilato e irrigidito in formule e schemi,reso "antipatico" a molti studenti, i quali potrebbero riscoprirlo eamarlo solo con una lettura libera, sorridente ma non spensierata, che ne facciarisaltare tutta la ricchezza e la verità.