Valori e aspetti dell’arte manzoniana nel romanzo Bookmark and Share
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ANDAMENTO NARRATIVO ANTIROMANZESCO, FEDELTA'ALLA VEROSIMIGLIANZA. IL LETTORE NON SI TROVA DI FRONTE A TEATRALI 'COLPI DISCENA'.

- lo 'sventurato' don Rodrigo

- la conversione dell'Innominato

 

FINEZZA E POTENZA DELL'INTROSPEZIONEPSICOLOGICA

- adolescenza di Gertrude

- notte dell'Innominato

- colloquio tra padre provinciale e Conte zio

- l'aiuto del sacrestano

 

VERITA' MORALE E PSICOLOGICA DEI PERSONAGGI,LA DESANCTISIANA 'misura dell'ideale'. (v. dopo REALE/IDEALE)

- umanità di Lucia (difesa di Lucia)

- piccolo egoismo di Renzo a Milano appestata

- Bortolo

- il padre guardiano

- i cappuccini e fra Cristoforo

- il Cardinale e don Abbondio (la sublimeottusità del santo)

- fra Cristoforo che corre (come nella vita iltragico e il comico)

 

L'IMMANENZA DI DIO, LA PROVVIDENZA.

- l'addio ai monti di Lucia

- il pentimento ricorrente dell'Innominato

- i bravi e l'elemosina

- l'indice di fra Cristoforo (la'vittoria' dei giusti)

- la chiesa del lazzaretto

- la campana del lazzaretto

- il DEUS ABSCONDITUS e l'ETEROGENESI DEIFINI: i limiti umani

 

LA DEMISTIFICAZIONE DELL'AUTORITA', LAPOLEMICA CONTRO LA POLITICA E IL POTERE TERRENO

- il mondo dalla parte degli umili

- i frati nella peste / cap.XXXI

- Lodovico ribelle

- Azzecarbugli

- Olivares, la peste, la guerra

- Ferrer e la manipolazione del linguaggio(anche don Abbondio) cfr. Getto

- la carestia e la peste

- il protagonismo di Renzo e Lucia

 

IL SENSO DEL COMICO E L'INDULGENZA VERSO ILIMITI UMANI

- don Abbondio

- il sarto

 

LA POLEMICA CONTRO LA VANA E ASTRATTA CULTURA

- don Ferrante

 

IL VALORE PATRIOTTICO E CIVILE

- la dominazione spagnola, il servilismo, laprepotenza

- l'esaltazione del lavoro

 

LA CONSONANZA TRA IL ROMANZO E LE ISTANZEROMANTICHE LOMBARDE

- cfr. la Lettera di Berchet, il Conciliatoree il profilo del romanzo e il suo successo

 

LA RIVOLUZIONE LETTERARIA E MORALE

- protagonismo del popolo

- lingua antiaccademica, le stesure

 

VALORE NAZIONALE

- la soluzione della questione della lingua

- lo sfondo storico: dominazioni, Chiesa,guerre, calamità, frattura tra intellettuali e popolo, religiosità cattolica,

- civiltà contadina e civiltà urbana

 

LA MORALE PROBLEMATICA DEL ROMANZO E ILCOSIDDETTO 'LIETO FINE'

- il giudizio del Raimondi

- il giudizio di Sciascia

- l'insufficiente maturazione di Renzo,

- i limiti della carità del successore di donRodrigo,

- il volgare provvidenzialismo di donAbbondio,

- l'alta 'conclusione' di Lucia

 

UMANITA' DI RENZO. Quando Renzo, a Milanoappestata, prima si fa indicare dal prete la strada che gli occorre, poi siricorda della donna inchiodata in casa, Bonora commenta così: "C'èverità psicologica in questo, e anche così lo scrittore evita di fare del suogiovanotto un personaggio esemplare." (cap. XXIV)

BORTOLO. Bortolo riprende Renzo con sé perchéil cugino è molto bravo ma anche analfabeta, quindi non potrà minacciargli ilposto. "Forse voi vorreste un Bortolo più ideale: non so che dire:fabbricatevelo. Quello era così." Commenta Bonora, ricordando fraCristoforo di fronte a don Rodrigo: è condannato l'idealismo enfatico ditroppa letteratura nel rappresentare i buoni. [Anche il cardinale, di fronte alflagello della peste, prende le sue cantonate, e non se ne dimentichi, di frontea don Abbondio, la sublime ottusità.]

Fra Cristoforo a Renzo (cap. VII): Mapazienza! E' una magra parola, una parola amara per chi non crede; ma tu...!non vorrai tu concedere a Dio un giorno, due giorni, il tempo che vorràprendere, per far trionfare la giustizia? Il tempo è suo." [Trovi nelbrano che soltanto per chi non crede la pazienza diventa inerzia (si cfr. conAdelchi morente, con il suo "loco a gentile ecc.); a che crede, invece, dirpazienza vuol dire: attendi Dio nella storia, nella tua storia. Non può dirsiche Manzoni inviti alla rassegnazione inerte e politicamente conservatrice difronte ai soprusi. E' un passo importante, anche se nascosto nelle pieghe delcapitolo.]

 

SFIDUCIA NELLA POLITICA, FIDUCIA NELLACARITA'. Vedi il cap. XXXI. Gli amministratori della città di Milano, difronte al flagello ormai avanzato della peste, cedono il bastone del comandoproprio a coloro che, per istinto, meno dovrebbero saperne fare uso: icappuccini. E', questo, un "saggio non ignobile della forza edell'abilità che la carità può dare in ogni tempo, e in qualunque ordine dicose...". [Non dalla politica Manzoni attendeva la rigenerazionedell'umanità, ma dalla fede - come canta nella Pentecoste - quella fede checondusse quei cappuccini a entrare nel lazzaretto" senz'altra speranzache d'una morte molto più invidiabile che invidiata."

GLI UOMINI DI CHIESA NON IDEALIZZATI. Si pensiai cappuccini che accolgono Lodovico omicida e lo vedono farsi frate. Russo,giustamente, osserva: "i buoni cappuccini agiscono per il meglio del loroospite, ma, innanzitutto, per il meglio di un loro diritto [tutelare, mettendopace, il diritto di asilo]. Sono dunque uomini anche essi di quel secolo. Nonuna parola sul significato spirituale e cristiano del loro intervento...".Scrive infatti Manzoni: "Contenta la famiglia...; contenti i frati, chesalvavano un uomo ed i loro privilegi, senza farsi alcun nemico." 1

 

1. A questo proposito De Castris (L'impegnodel Manzoni) nota la differenza tra la stesura del Fermo e quella definitiva.Nel primo si trova: "Al padre guardiano parve che questo passo, (il'perdono' ufficiale) fatto con tutte le precauzioni, riconcilierebbe altutto il convento con la famiglia." Nella stesura ultima: " Al padreguardiano parve che un tal atto, oltre ad essere buono in sé, servirebbe ariconciliare sempre più la famiglia al convento." E' un'altradirezione del realismo manzoniano, quella di attenuare i tratti esasperatamente,manicheisticamente, negativi, di alcuni personaggi. Non si trascuri anche lasapiente inversione (famiglia / convento) tra la prima e la seconda stesura; laprima troppo scopertamente 'politica': un po' l'atteggiamento delManzoni in tutto il romanzo."

 

FRA CRISTOFORO CHE CORRE. Fra Cristoforo, dopola giornata con don Rodrigo, corre, quasi a saltelloni, verso il convento, pernon essere sgridato. Ecco come Manzoni mescola il suo eroe alla realtàquotidiana; ed ecco la coerenza artistica fondata sul realismo psicologico:l'uomo irregolare nella vita del secolo resta anche l'uomo irregolare nellavita del chiostro.

 

DON RODRIGO 'SVENTURATO'. Russo avverteche Manzoni, quando comincia la parabola discendente del personaggio, primadella scena del tradimento da parte del Griso, qualifica, per la prima volta,con un aggettivo che indurrebbe il lettore a pietà, don Rodrigo. E' l'artemanzoniana di preparare il lettore ai cambiamenti anche radicali, rispettandolo,cioè non presentandogli scene melodrammatiche e capovolgimenti teatrali. Qui ilprocedimento - noto io - è più sottile che nell'Innominato, perché costuidiventa 'buono', mentre don Rodrigo esige il nostro perdono senza esserlodiventato, almeno esplicitamente.

 

Con il profilo di Gertrude Manzoni non ci hadato soltanto il dramma di una coscienza e di un peccato, ma anche la tormentosapoesia della adolescenza inquieta, sospesa fra costrizioni paterne, slanciingenui e fantastici di fede, richiami aspri dei sensi e dei piaceri terreni,tutti confusi dentro le sognanti e tumultuose aspirazioni di chi guarda conansia e sgomento al proprio futuro.

 

Il sagrestano, che suona le campane, di notte,impaurito dalle grida di don Abbondio, dà occasione a Manzoni di rivelare lasua sottilissima arte di ironica penetrazione psicologica, che, impietosamente,mette a nudo i veri moventi di tante azioni umane apparentemente generose. Ilsagrestano, infatti, si precipitò alle campane "per dare un aiuto nonrichiesto e maggiore del bisogno, senza mettersi lui nei guai."

 

IL PENTIMENTO RICORRENTE DELL'INNOMINATO.L'Innominato: "L'animo, ancor tutto inebriato dalle soavi parole diFederigo... s'elevava a quell'idea di misericordia... poi ricadeva sotto ilpeso del terribile passato." Anche qui Manzoni ha saputo tener fede ad unaprofonda legge della sostanza cristiana della sua arte, e non semplicementecristiana [ ... ] Non ci si pente una volta per tutte, ma ci si pente tutti igiorni. E questa legge sarà particolarmente rappresentata e vissuta da fraCristoforo. Legge cristiana, come dicevo, ma anche legge generalmente umana [... ] In questo perpetuarsi dell'antico nel nuovo, della colpa nel pentimento,il Manzoni ha celebrato il suo più profondo ed originale cristianesimo."(Russo)

 

I PARERI DI PERPETUA Perpetua, dopol'intimazione dei bravi, aveva consigliato a don Abbondio di riferire tutto alcardinale e lo aveva esortato a non aver poi troppa paura delle schioppettate.Durante il colloquio con il cardinale, don Abbondio si sente rivolgere dal suosuperiore parole, nella sostanza, assai simili. "Al di là del caso di donAbbondio il Manzoni, con quella battuta dei 'pareri di Perpetua' ha volutocolpire un motivo a lui caro, e che ritorna spesso nel romanzo: le verità degliumili sono le verità dei grandi. E', SEMMAI, LA MEZZA CULTURA CHE FRAINTENDELE RAGIONI DELLA RELIGIONE: LA CULTURA, COME CULTURA, VUOTA DI Dio... faun'assai brutta figura, in tutto il romanzo; "e qui è citato il podestà,e poi don Ferrante. Il Manzoni cristiano evangelico dà qui la mano al Manzoniromantico: nel popolo umile ed ignorante c'è più senso del vero, che non neimediocri dotti, che sono i barbari riflessi dell'intelletto." (Russo)

 

A proposito della risposta di Lodovico alnobile arrogante: "Quel Manzoni consigliere di pace, di remissività, diperdono, quale appare ai critici giacobini del risorgimento, pur sotto quellaforma mite e talvolta sorniona, è un descrittore tremendamente corrosivo dtutta l'impalcatura etico - politica del Seicento e dei regimi autoritari, edè un appassionato evocatore di ribelli." (Russo) E ancora: "Gliantimanzoniani hanno dato addosso al frate perché comanderebbe la rassegnazioneai deboli < ... > Questo frate che predica remissività davanti aipotenti... proprio lui affronta il lupo nella sua tana. Anche la sua battuta("Vuoi tu confidare in Dio... ") è stata male interpretata daicritici E se è lecito ritrarre quella che è la risonanza politica diun'opera d'arte, bisogna riconoscere che i Promessi Sposi, nell'atto diincitare a questo "confidare in Dio", riuscivano in fondo, non a unavittoria della ignavia, ma a un rafforzamento di fede e di fiducia in unagiustizia immanente nelle cose stesse." (Russo)

 

IL LINGUAGGIO A ROVESCIO. Nel cap. XI fioccanogli esempi di "linguaggio a rovescio", cioè di parole o frasi, chel'autore o qualche personaggio pronunciano e che, per così dire vanno assuntedal lettore con un significato rovesciato rispetto a quello letterale. Peresempio, il Griso ha fatto il suo dovere (= una scelleratezza); il podestà nonè un matto, è un uomo di giudizio (= non farà il suo dovere); il consolepotrebbe denunciare il tentativo di sequestro, e sarebbe un mascalzone; fraCristoforo è un impiccione, cioè caritatevole e attivo. E poi spicca quel:"va a dormire, povero Griso...". Il malvagio circondato da un velo diironia, anche, soprattutto verbale (povero Griso, come era stato ingrato il suopadrone); ma alla fine l'ironia cede al preannuncio di una "vera"giustizia, dalla quale egli proprio, il Griso, sarà un esempio (la sua mortedopo il tradimento). (Bonora)

 

Momigliano, per esempio, nota che nella Milanoappestata, tre volte al giorno suonano le campane invitando alla preghiera."E' come un arco di cielo in mezzo al cimitero del giudizio universale.Ma il tono è sommesso, senza impeto: la fede tempera, non può cancellare lacosternazione. La comunanza della preghiera... stringe in una solidarietàsublime le poche [sono poche!] anime umane superstiti, in mezzo a quelleindurate e chiuse dalla strage. "da spingerli a ribellarsi all'ordinecostituito,.

 

A proposito di Bortolo, De Castris(L'impegno del Manzoni) nota che nel Fermo e Lucia Bortolo era tutto altruismoe generosità; era cioè un personaggio ideale. Nei Promessi Sposi ècalcolatore, buono ma con riserva. E quando Manzoni scrive: voi lo vorrestemigliore, ma quello era così, De Castris corregge: non è vero, Manzoni l'ha'ridotto' così. Nel cap. XXVIII abbiamo un altro esempio (Bonora). I bravi,disoccupati, sono costretti anch'essi, vestiti dei loro cenci sfarzosi, achiedere l'elemosina: "e paravano umilmente la mano, che tante volteavevano alzata insolente e minacciosa...". L'abiezione dei bravi è vistacon il sentimento... religioso... di chi vede scendere tremenda la giustizia diDio su coloro che avevano scelto la via della prepotenza e dell'iniquità. Aquesta idea tragica, e tuttavia ben contenuta, dell'attuarsi di una giustiziasuperiore..." Scrive così Bono ra. Appunto un'idea tragica e tuttaviaben contenuta, quasi dissimulata, di una giustizia superiore, è quella che sitrova nel romanzo.

Renzo trova una donna, in Milano appestata,inchiodata in casa con i figli. Le dà due pani. Commenta Bonora: "NeiPromessi Sposi sono gli umili che vivono con così profonda convinzione ilprincipio cristiano della carità, da trasformarlo quasi in istinto: si pensialla partecipazione della moglie del sarto e del sarto stesso alle sventure diLucia, a quel po' di denaro che Agnese lascia a don Abbondio, ogni volta chesi fa cambiare una moneta. "degli uomini, ....

 

1. L'Introduzione è una dichiarazione dipoetica:

 

- l'importanza della storia degli umili[solo che...]

- preannuncio del giudizio morale su"come camminano le cose del mondo." [Taluni, però, di quei fatti...]

- avvertimento dello scrupolo didocumentazione [ci siamo messi a frugare...]

- il tema della lingua [rifarne la dicitura]

- preannuncia l'ironia come temperamento delrigorismo [la prosa ampollosa... i pubblici emolumenti... la questione finaledei due libri]

 

2. LUCIA

 

p. 51

p. 53

p. 55

p. 63

p. 65

p. 68

p. 135 [ma è sempre umana]

p. 152 [isolata dagli altri mediocri, finoall'Addio]

p. 170

 

3. AGNESE

 

p. 56 [la troppa fiducia nell'agire umano...- anche p. 119 con fra Cristoforo che s'illude d'aver incontrato laProvvidenza]

 

4. CAMBIAMENTI APPENA PERCETTIBILI TRA LE DUEEDIZIONI

- p. 43 [ ...per la prima volta... ]

 

5. MOMENTI LIRICI (come Leopardi)

- p. 159 - p. 345

 

6. LA MALINCONICA SAGGEZZA CHE TEMPERA LEILLUSIONI UMANE

- p. 174 [... il cuore mi dice...]

 

7. LA NOTA DOMINANTE NEI CONFRONTI DEL MALE :PIETĄ' SENZA INDUL GENZA

- p. 183 [ ... la monaca ... ]

- p. 188 [ ... infelice ... ]

- p. 223

 

8. LA DENUNCIA DEI PECCATI CONTRO GERTRUDE

- p. 190 [ corruzione della coscienza ]

 

9. LA DENUNCIA DEI PICCOLI PECCATI, chesuscitano disprezzo ironico

- p. 198 [ i servi contro Gertrude ] E' ilromanzo degli umili, non dei servi

 

10. LA CONCLUSIONE DI LUCIA

- p. 760 [ ... il cattolicesimo di Manzoni ...]

 

11. MANZONI TRA STORIA E FEDE

- p. 110

 

12. COME MANZONI SFUMA IL GIUDIZIO SULLEAZIONI UMANE

- p. 45 [ ... forse ... ]

 

13. COME M. RISPETTA LA REALTĄ' TOTALE DEIPERSONAGGI

- p. 48 [ ... le unghie ... ] - p. 345 [ ...ginocchioni ... ] - p. 319

 

 

14. COME M. ALTERNA I TONI ADEGUANDOLI ALLAVITA

- p. 49 [ da don Abbondio a Renzo infuriato... il moralista ]

 

15. COME M. RITRAE FOLLE E CLASSI SOCIALI

- p. 67 [ i cappuccini ]

 

16. COME M. FONDE RELIGIONE E POESIA

- p. 79 [ ... la morte ... ]

 

17. COME M. RAPPRESENTA LA GENERALE OMERTĄ'DEL POTERE

- p. 91 [ ... l'amico del convento ... ]

 

18. COME M. E' SCRITTORE ETICO-RELIGIOSO

- p. 93-4 [ ... il palazzotto ... ]

 

19. COME M. FERISCE GLI AUSTRIACANTI

- p. 106 [ il podestà ]

- p. 313

- p. 317

 

20. COME M. GUARDA CON SIMPATIA I"VERI" OPPRESSI ( rovesciando le apparenze ) con riferimenti anchepolitici

- p. 159 [ .. oppressori e oppressi ... ]

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