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Borromeo Carlo
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Chiamato nel 1560 a Roma dallo zio Pio IV (1559-65), Carlo Borromeo fu
creato cardinale diacono e gli fu assegnato l'arcivescovado di Milano
con l'obbligo di risiedere a Roma. Si adoperò immediatamente per la
riapertura del Concilio di Trento (iniziato nel 1545 e già sospeso due
volte, nel 1549 e nel 1452), sostenendone i lavori fino alla chiusura
del 1563. Nel 1565, in ottemperanza alle decisioni del Concilio, il Borromeo
prendeva finalmente possesso della sua sede di Milano dove, in 24 anni
di attività pastorale, lavorò con impegno alla ricostruzione morale e
amministrativa della vasta diocesi. Spirito politico della Controriforma, condusse, con la
collaborazione dei Gesuiti, una decisa lotta alle infiltrazioni
protestanti nel clero e nei fedeli. Nel 1581 fondò la congregazione
degli Oblati, istituì e organizzò seminari (il Seminario Maggiore e il
Collegio Elvetico di Milano) e scuole e collegi per laici (il Collegio
di Brera a Milano e il Collegio Borromeo a Pavia). Si distinse per
spirito di abnegazione durante la peste del 1576-77. Fu canonizzato nel
1610.
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