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Francesco I di Valois
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Nato a Cognac nel 1494, morto a Rambouillet nel 1547; re di Francia
(1515-1547); appartenente al ramo degli Angoulème della casata di
Valois, succedette a Luigi XII, ultimo re della dinastia degli Orlèans.
Generoso mecenate di artisti e letterati, il suo regno fu
contrassegnato da una costante rivalità con l'imperatore Carlo V. Nel
1515 ottenne una schiacciante vittoria sui mercenari svizzeri nella
battaglia di Marignano e occupò il Ducato di Milano. Nel 1519 si
candidò al trono del Sacro romano impero, ma gli elettori imperiali gli
preferirono Carlo d'Asburgo. Francesco, poco dopo, mosse guerra al
nuovo imperatore sul territorio italiano, ma nel 1525 venne sconfitto e
catturato a Pavia. Tenuto prigioniero in Spagna, dovette cedere a Carlo
V il Ducato di Milano e la Borgogna e nel 1527 fece ritorno in Francia.
Dopo un altro periodo di guerra, i due monarchi conclusero la pace di
Cambrai (1529), sancita da un'unione matrimoniale: Francesco sposò
infatti in seconde nozze la sorella dell'imperatore, Eleonora (in
precedenza aveva sposato Claudia di Francia, figlia del re Luigi XII).
Ben presto, però, Francesco ruppe la tregua e intraprese altre
guerre contro gli Asburgo (1536-1538 e 1542-1544), alleandosi prima con
il papa e con i principi italiani, e in seguito anche con i principi
protestanti tedeschi. Intorno al 1520, quando la religione protestante
aveva iniziato a diffondersi in Francia, il cattolico Francesco non si
era opposto alla nuova fede; tuttavia, in seguito abbandonò la sua
iniziale tolleranza e cominciò a perseguitare i protestanti francesi,
mentre nel frattempo con un'abile manovra diplomatica continuava a
sostenere quelli tedeschi contro l'imperatore. I costi della guerra
costrinsero Francesco ad attuare ampie riforme economiche, facendo
affluire denaro nelle casse dello stato con ingenti prestiti pubblici e
con la vendita di titoli nobiliari, a seguito della quale si formò una
nuova classe aristocratica che ebbe un peso rilevante all'interno del
governo fino allo scoppio della Rivoluzione francese.
Sovrano dotato di grande acume politico, seppe circondarsi di
artisti e letterati che contribuirono ad aumentare lo splendore della
sua corte. Invitò in Francia Leonardo da Vinci, Benvenuto Cellini e
altri artisti italiani che progettarono e decorarono i suoi castelli, e
incaricò lo studioso Guillaume Budè di creare una biblioteca regia e di
istituire le cattedre di greco, latino ed ebraico, che costituirono il
nucleo del futuro Collège de France.
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