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Jean-Baptiste Colbert
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Ministro francese delle Finanze durante il regno di Luigi XIV. Fu dal
1651 amministratore privato del cardinale Mazzarino, che prima di
morire (1661) lo raccomandò al giovane sovrano. Dapprima Colbert non
rivestì alcuna carica, ma dopo aver svelato al re le frodi commesse
fino a quel momento dall'intendente di finanza Fouquet e averne
procurato la caduta, nel 1665 divenne controllore generale delle
Finanze.
Grazie a una drastica revisione dello stato delle finanze
pubbliche, che comprese la persecuzione legale dei funzionari corrotti,
Colbert riuscì a dare un rinnovato slancio al commercio e
all'industria. Facilitò le comunicazioni promuovendo la costruzione di
strade e canali e abolì dazi e pedaggi interni; potenziò la marina
mercantile, sostenne lo sviluppo coloniale e impose tariffe doganali
protettive sull'importazione delle merci straniere, seguendo i principi
economici del mercantilismo. Nel 1668 fu nominato segretario di Stato
della Casa reale e l'anno successivo segretario della Marina; sotto la
sua direzione i porti furono fortificati e si promulgarono codici di
leggi per regolare la navigazione e l'ordinamento delle colonie.
La politica di Colbert, tesa a sviluppare l'economia e a
pareggiare il bilancio dello stato, trovò un ostacolo nelle numerose
guerre promosse dal sovrano e nella dispendiosa vita condotta a corte.
Alla sua morte, nonostante i suoi interventi in campo economico
avessero prodotto ottimi risultati, la Francia versava nuovamente in
condizioni finanziarie precarie.
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