Le idee di Lutero erano state accolte con favore da tutti gli strati della società tedesca. Risposero con entusiasmo alla predicazione dell'ormai ex monaco le frange più povere del proletariato urbano. I contadini, impressionati dalla violenta condanna degli sfruttatori pronunciata da Lutero in varie occasioni, interpretavano l'esaltazione luterana della libertà interiore come un invito alla libertà da qualsiasi oppressione. I borghesi avevano soprattutto colto nel messaggio luterano il rassicurante incitamento a vivere dignitosamente il proprio tempo, all'obbedienza nei rapporti sociali, al rispetto dell'ordine, ma intuirono soprattutto la formidabile possibilità di fermare il fiume di denaro che il versamento delle tasse dovute al papa faceva scorrere dalla Germania verso Roma.
L'azione di Lutero non dispiaceva neppure a quei principi tedeschi che vedevano nella negazione luterana della validità del sacerdozio l'occasione propizia per impadronirsi delle vastissime terre tedesche in possesso del clero. Gli intellettuali poi apprezzavano la rivendicazione del diritto di tutti gli uomini a pensare e a scrivere seguendo la propria coscienza. La predicazione luterana contro Roma aveva insomma risvegliato nel popolo tedesco un'ondata di "fervore nazionale", il sentimento di un orgoglio germanico troppo a lungo umiliato dagli italiani.