|
Evoluzione dei costumi sessuali (L’)
| Vota | | Media: 0.0/5 (0 voti) |
QUANDO L'AMORE DIVENNE UN TABU'
Il sesso, ha accompagnato e
scandito le generazioni: non é un'invenzione dell'uomo, perché c'era
già prima in natura, all'inizio dei secoli dei secoli. Quando arrivò il
primo uomo, in effetti il Padreterno aveva creato tutti gli altri
esseri viventi. Ma Adamo, una volta creato, si sentiva terribilmente
solo, mentre attorno a lui gli animali erano in coppia e procreavano.
Cosi un bel giorno Dio gli affiancò Eva, la prima donna. Fu lei a
essere tentata dal Diavolo che le porse la mela proibita: da qui il
peccato originale, la fine del paradiso terrestre. Finì l'era
dell'amore vissuto come momento di procreazione e di gioia. Da allora
in poi il rapporto sessuale diventò, nel tempo, soltanto mezzo per la
continuazione della specie e i giochi erotici furono sottoposti alla
legge del tabù e considerati spregevoli forme di degenerazione e vizio.
((Il
12 luglio dell'anno giubilare 1300, si mandò al rogo Gherardo Segarelli
(gruppo eretico detto degli Apostolici - dove poi troveremo Fra
Dolcino) solo in base a questa testimonianza fatta da un zelante
delatore che riferì quanto aveva udito tra due seguaci della setta:
Ecco alcuni stralci degli scarni verbali dei processi: "Richiesto se un
uomo possa toccare una donna che non sia sua moglie, e una donna possa
toccare un uomo che non sia suo marito e palparsi vicendevolmente nelle
zone impudiche standosene nudi e che ciò possa essere fatto senza ombra
di peccato…rispose che un uomo e una donna, sia pur non uniti in
matrimonio, e un uomo con un uomo e una donna con una donna possono
palparsi e toccarsi vicendevolmente nelle zone impudiche. Disse che ciò
può avvenire senza ombra di peccato a condizione che vi sia
l'intenzione di pervenire alla perfezione…non si riteneva che tali
palpeggiamenti impudichi e carnali fossero peccaminosi, anzi potevano
essere fatti senza peccato in un uomo perfetto, stando a quanto
diceva". Per gli inquisitori dell'ordine dei Predicatori di Lombardia,
era abbastanza, la "setta" venne condannata e "Gherardo" messo al rogo.
La sentenza contro di lui fu emanata dall'inquisitore fra Manfredo di
Parma nel palazzo vescovile di Parma il 18 luglio 1300.))
Fin
dal periodo paleolitico, siamo nella preistoria dell'umanità, nella
figura femminile vengono esaltate le doti sessuali: i seni, i fianchi,
le natiche abbondantemente tondeggianti, insomma tutto ciò che
naturalmente suscita il desiderio dell'uomo. Già nelle prime
rappresentazioni queste caratteristiche fisiche della donna hanno un
rilievo primario, abbastanza spesso e volentieri esagerato. Il monte di
Venere, il pube, è sempre evidenziato nelle statue e nelle primitive
raffigurazioni femminili, a dimostrazione che é proprio questo che
stimola l'interesse del maschio. Sovente nelle stilizzazioni, ad
esempio nella Venere di Lespugne, tali tratti fortemente stilizzati si
configurano in un triangolo, formato dalla piega del basso ventre e
dall'inizio delle cosce.
Probabilmente il piacere che provavano
di fronte a siffatte rappresentazioni sessuali gli uomini di quella
remota e primitiva cultura derivava dal fatto che avevano scarse
opportunità di vedersi nudi uno di fronte all' altra, dal momento che
si coprivano per difendersi dal freddo. Nell'era glaciale gli uomini
uscivano dalle loro caverne solo pochi mesi all'anno per andare a
caccia; le donne ancora meno. Pertanto i maschi potevano goderne le
sembianze femminili in tutti i suoi particolari solo rarissimamente. Ad
ogni buon conto, anche in quel lontano periodo della storia
dell'umanità, i rapporti sessuali non furono mai sfrenati brutali. Anzi
dai reperti archeologici che ci sono pervenuti - il più antico è senza
dubbio un bassorilievo scoperto nella caverna di Laussel -, si possono
vedere figure di uomo e donna teneramente accoppiati. Da un'incisione
su osso rinvenuta in una caverna in territorio francese c'é una
delicata scena erotica che conferma come nell'età della pietra il
rapporto amoroso fosse del tutto costumato.
L'atteggiamento
della figura maschile con le mani sollevate pare quasi implorante, con
lo sguardo rivolto in alto verso una donna completamente svestita. Non
si trova in questa scena alcun segno di brutalità, tanto meno di
violenza, ma c'é quasi un'adorazione nei confronti della femmina che in
questa antichissima incisione non sembra particolarmente bella ed é
fisicamente anche più robusta del suo spasimante.
Nasce proprio
in questo periodo tanto lontano quella specie di culto per la figura
femminile, culto che ritroveremo anche nei secoli più avanti, fino ai
tempi vicini ai ostri. Di questa sorta di culto si é voluto da parte di
alcuni studiosi, ad esempio l'archeologo francese Reinach e il
sociologo scozzese Franz, entrambi nel XIX secolo, attribuire un
carattere magico-religioso: in tal senso sono stati interpretati nelle
più remote rappresentazioni di genere sessuale il triangolo e le
freccette della scena d'amore cosiddetta di Isturitz, dal luogo di
ritrovamento. Ogni figura femminile che si portava al collo, magari
ricavata su osso o su legno, poteva essere un amuleto cosi come le
statuette di Venere dovevano essere intese come simboli di prosperità e
fertilità. Ma accanto a queste idealizzazioni le figure femminili che
sono state scoperte nella regione della Russia meridionale si trovano
vicine a un focolare e questo dimostra che potrebbero essere state
concepite come divinità tutelatrici della casa, del fuoco domestico.
Quello che colpisce comunque in tali raffigurazioni del paleolitico é
che i ritratti di donna sono puntati soprattutto sulle caratteristiche
sessuali, e non su quelle della fecondità.
16.000 ANNI FA
Risale
a circa sedicimila anni a. C. una delle prime rappresentazioni della
donna intenta a lavorare. E' denominata metodicità. ovvero media età
della pietra. Tutta la parte settentrionale di quella che oggigiorno si
chiama Europa é in quell'era ricoperta di ghiacci e gli uomini vivono
sempre più rintanati o trasmigrano nelle regioni meridionali, e
specificamente nella Spagna dove difatti si sono scoperti documenti di
vita agreste-famigliare: compaiono figure umane mentre raccolgono il
miele e lo depositano in un cesto, aggrappate a una primitiva scala di
corda. Ci sono anche figure femminili. Le caratteristiche sono di
esseri umani, maschi e femmine, di tipo afroide.
Finita l'epoca
della grande glaciazione, mitigato il clima in Europa, anche la vita
sessuale si trasforma. L'uomo non si dedica solamente alla caccia ma
passa a coltivare la terra, compare il grano che sembra abbia avuto
origine in Asia e si sia propagata presto nella zona dell'Alto Nilo. E'
a questo punto che gli uomini si rendono conto del concetto di
fertilità insito nella donna. Si studiano i cicli naturali, i cicli
della luna in modo che, quando si volevano avere figli, ci si atteneva
ai periodi favorevoli forniti dai segni celesti. La fertilità si
coniuga con il sesso. Dalle testimonianze che si hanno nel periodo di
diffusione dell'agricoltura le donne assumono un ruolo via via più
importante nella vita quotidiana.
La donna non era solo
impegnata nell'opera dei campi; in quell'epoca, in cui gli uomini
smisero i vestiti di pelli e cominciavano a indossare capi di lana,
ecco che si scopri il fuso, al quale si dedicò la donna. Di conseguenza
la figura femminile venne ad assumere un ruolo rilevante nell'economia
della conduzione della casa. Ed é proprio li che si instaura una sorta
di ius maternum. All'origine gli uomini vivevano in promiscuità
sessuale. Cosi nessuno poteva sapere chi fosse il padre di un bambino.
Con l'affermarsi dell'attività della donna in campagna o in casa, ogni
figura femminile veniva tenuta in grande considerazione. Venne la
famiglia monogama, in cui il padre diventava il padrone assoluto della
comunità con diritto di vita e di morte: era il principio della patria
potestà. Tale principio ritroviamo in età moderna, anche in America tra
le popolazioni Irochesi.
Circa i rapporti sessuali, essi
avvenivano - secondo taluni studiosi tra i più accreditati - secondo
una gradualità di relazioni valide sia tra i popoli primitivi sia tra
le tribù "selvagge" ancora superstiti fino a un secolo e mezzo fa.
Ognuna delle tribù era divisa in gruppi, ogni uomo poteva scegliere una
donna appartenente a un gruppo diverso dal proprio. La coppia viveva in
comunità, anche dopo la procreazione di figli. Solo quando i due si
rendevano economicamente indipendenti si costituiva il gruppo
famigliare in cui l'uomo aveva ogni diritto di proprietà con la donna
che cadeva anche sessualmente sotto il dominio del maschio fino alla
sua morte.
4000 ANNI FA
Scendendo nei millenni
troviamo nell'antica Cina ancora situazioni di promiscuità. Non esiste
colà un matrimonio come l'intendiamo noi. Quando le ragazze compivano
vent'anni e gli uomini trenta dovevano unirsi. Per il contadino esiste
solo un'associazione, tra uomo e donna. Il matrimonio come tale c'é
soltanto nelle classi più elevate. Dobbiamo arrivare in Egitto per
constatare che il popolo riesce ad ottenere questo diritto attorno al
2000 a. C. quando con quella che viene definita la rivoluzione sociale
ha il diritto di possedere case e terreni. Diverso quel che avviene in
Babilonia, dove i più poveri non godono con il matrimonio di alcun
vantaggio.
Solo i ceti agiati potevano passare da un matrimonio
all'altro, trasferendo patrimoni ereditari. Si capisce pertanto come la
plebe non potesse proprio che vivere in monogamia, non avendo ricchezze
da trasmettere passando da un'unione all'altra.
Era
rigorosamente punito l'aborto dal momento che i sovrani avevano bisogno
di uomini per le loro guerre. Cosi si da il caso che in Mesopotamia
venivano protette le nascite e si incentivavano anche le classi più
deboli. Previsti i lavori forzati per chiunque provocasse anche
incidentalmente un aborto.
IL FASCINO AL POTERE
Si
riscontrano leggende e storie di donne al potere, che, grazie al loro
fascino e alla loro bellezza riuscivano a sottomettere ai loro voleri
uomini anche potenti. Tra gli esempi più rinomati quello di Semiramide,
la regina che avrebbe fondato Babilonia, e dove avrebbe fatto costruire
meravigliosi giardini, e quello di Cleopatra, la bellissima che mise ai
suoi piedi il proconsole romano Antonio e che si uccise per amore.
Donne meno famose ma non meno potenti si trovano nell'antico Egitto,
principesse quali Neit Hetep, la moglie del faraone Menes, e Mert Neit,
la moglie di Usaphais, che avevano portato in dote regioni di terra
fertile: proprio in Egitto, attraverso i reperti archeologici e
storici, si sa che viene formalmente creato il matrimonio politico.
Torbide storie di incesti si susseguono dall'antico Egitto, passando
attraverso la Mesopotamia, la Grecia, traffici di donne consegnate ai
creditori a saldo di debiti, insieme alla figliolanza. Di incesto,
scrivono i greci, ricavando esempi dalla mitologia. Nel contempo viene
severamente punita l'adultera.
Viene via via stabilito il
diritto famigliare, mentre si cerca di regolare anche la prostituzione.
Un mestiere vecchissimo, che vede coinvolte le donne che per le loro
prestazioni debbono ricevere regali. Accanto al matrimonio si ritrova
pure il concubinato un po' in ogni epoca e presso ogni popolo.
Generalmente nell'antichità la prostituzione viene condannata, anche se
ciò contrasta con quanto descrive Erodoto il quale afferma che in
Mesopotamia una donna, prima del matrimonio doveva recarsi al tempio e
prostituirsi con il primo che incontrava, con uno sconosciuto.
C'erano
a quei tempi veri e propri bordelli in luoghi sacri. Sotto il
leggendario Nabucodonosor, l'ultimo dei re caldaici, cento anni prima
di Erodoto, alcuni signori di Babilonia vivevano con il ricavato della
prostituzione delle loro schiave. C'era uno di questi ricconi del
tempo, di nome Nabu-Aki-Iddin che sfruttava le proprie schiave
costringendole a lavorare in un bordello e riscuotendo i tre quarti
delle entrate. Fin dall'antichità l'omosessualitá era diffusa in
Mesopotamia e gli uomini avevano a Disposizione allo scopo determinati
spazi nei templi, una vera casa di piacere, organizzata sotto la
sorveglianza di un alto sacerdote.
Tra gli Ebrei veniva
apprezzata più l'intelligenza rispetto alla bellezza e alla castità in
fatto di unioni tra uomo e donna. E questo non era un' esclusiva del
maschio. Anzi ci sono state delle figure femminili che assunsero
posizioni rilevanti: un esempio di ciò fu Debora che partecipò alla
conquista di Canaan in maniera determinante incoraggiando ed esortando
gli incerti, forte della sua posizione di profetessa. Profetessa era
pure in Grecia Saffo che creo un ginnasio riservato alle sole
giovinette. Da Saffo é scaturito 'amore saffico, ribattezzato anche
lesbico dall'isola di Lesbo dove Saffo teneva il suo ginnasio
femminile. Dal canto suo Platone esaltando l'amore fu tra i primi a
rendersi conto che, in una società dove gli uomini non si
scandalizzavano di rapporti omosessuali, lo Stato dovesse intervenire
per prevenirli. Di pederastia, cioè l'amore di uomini verso fanciulli o
adolescenti, parla anche Aristofane nelle sue commedie.
2000 ANNI FA
A
Roma l'importanza della moglie era sicuramente inferiore rispetto agli
altri popoli orientali e ai greci: nei confronti del marito comunque la
sua posizione era legata ai piaceri sessuali che procurava e che sapeva
offrire con le sue doti erotiche. A Roma la prostituzione era
generalmente sopportata se persino insigni moralisti come Catone il
vecchio, Cicerone, Seneca ammettevano che essa potesse venire sfruttata
favorevolmente per proteggere i matrimoni nel senso che non permetteva
agli uomini di mettere le corna ad altri, rovinando i matrimoni altrui.
Ovidio in Ars Amatoria predica il libero amore e meretrici si trovano
in ogni periodo di Roma, età repubblicana e dell'impero. Properzio
canta in una delle sue elegie la donna che sa esprimersi nelle arti
amatorie: "Amo la donna libera da ogni inibizione, che cammina con le
vesti semiaperte, per nulla intimorita dagli sguardi curiosi o gelidi,
e passeggia con le scarpe impolverate sul selciato della Via Sacra,
senza far la smorfiosa se qualcuno le fa cenno. Non si rifiuta mai, e
mai ti toglie tutto il tuo denaro".
Una ninfomane era Valeria
Messalina, sfrenata divoratrice di uomini: chi le piaceva e la
soddisfaceva sessualmente diventava inevitabilmente un suo protetto.
Messalina non era una bellezza ma aveva le sembianze di una vera
matrona. Quando divenne la terza moglie dell'imperatore Claudio non era
molto giovane: il suo primo pensiero, quando Claudio salì al trono, fu
quello di crearsi attorno un potere. Per questo si appoggiò a due
liberti greci. Per assumere sempre maggior autorità represse nel sangue
la rivolta degli aristocratici, preoccupati del prepotere di questa
donna.
Lussurioso il legame tra Nerone e Poppea, arricchito da
aneddoti e leggende. Di tutti gli imperatori romani Adriano é stato
l'unico omosessuale. Sia il Cristianesimo sia l'Islam predicavano
l'amore e la castità. Ma la castità non era obbligatoria nei primi
secoli dopo Cristo. Solo con il Concilio di Trullo nel VII secolo si
stabili che un uomo sposato che si facesse prete poteva convivere con
la moglie sotto il medesimo tetto ma che se fosse fatto vescovo sua
moglie avrebbe dovuto ritirarsi in convento. L'Arcivescovo di
Canterbury in Inghilterra si era invano dato da fare per costringere
che i preti sposati cacciassero la rispettiva moglie, mentre a Milano
tutto il clero era sposato a quell'epoca. La resistenza e
l'insubordinazione del clero milanese costituì la molla per una grande
lotta con il potere di Roma, che sosteneva il celibato ecclesiastico.
1000 ANNI FA
Nel
tardo Medio Evo ad ogni buon conto si assistette anche a un
atteggiamento diverso da parte della Chiesa, quando Innocenzo III
raccomandò ai borghese di alto livello di sposare delle prostitute. In
ogni città del Medio Evo come nell'antico Impero Romano esistevano i
lupanari, i bordelli pubblici che venivano denominati Case di donne.
Erano luoghi dove gli uomini avevano rapporti con le "signorine". In
pratica qualcosa come le case chiuse moderne, ovvero dette "casini"
vietati in Italia con la legge Merlin.
IL LIBERO AMORE
DAL 1300 AL '900
Tra i poeti del dolce
stil novo e tra i trovatori la donna veniva beatificata nella sua
bellezza, soprattutto spirituale. Attraverso la donna, Dante cercò di
purificarsi e fece di Beatrice un modello di virtù. Con il Rinascimento
però prevale sulla morale il naturalismo, cosi si tendeva a dare sempre
minore importanza al fatto che i figli fossero legittimi o illegittimi
tanto che personaggi e artisti che vanno per la maggiore, tra tutti
Giorgione, l'Aretino e Leonardo da Vinci erano nati da legami
illegittimi.
Si racconta che lo stesso Lutero, padre della
Riforma, uomo di costituzione robusta, avesse di tanto in tanto
esplosioni di sessualitá anche in età avanzata. Anche dopo il suo
matrimonio, Lutero parlava con molta franchezza dei problemi del sesso,
sostenendo che non era affatto disdicevole né vergognoso trattare di
questioni riguardanti i rapporti uomo-donna. Suo un famoso suggerimento
agli sposi: "Due volte alla settimana, é un diritto della donna, non
nuoce né a me né a te e fa centoquattro volte all'anno". Anche in
merito al divorzio Lutero era di vedute larghe, come dimostrò allorché
un suo correligionario, il langravio Filippo di Assia, volle separarsi
dalla moglie Cristina di Sassonia per unirsi a un'altra donna. Lutero
gli accordò il proprio consenso, pronunciandosi a favore
dell'introduzione del divorzio.
Contro le innovazioni, ispirate
anche al libero amore, scese in campo la Chiesa di Roma, con il
Concilio di Trento ( 1545-1563) da cui ebbe origine la Controriforma.
Si giunse con l'Inquisizione a cancellare tutti i nudi dai dipinti di
famosi artisti che avevano illustrato il Rinascimento, a cominciare
dalla Cappella Sistina. Ciò non ha impedito che la vita di corte nelle
grandi monarchie del secolo XVII si svolgesse spesso in forme perverse,
con rapporti anche incestuosi tra padri e figlie, tra madri e figli.
Frequenti anche i rapporti omosessuali. In una sua opera Pierre de
Bourdeille, abate di Brandome, ci ha consegnato una dettagliata
descrizione dei vizi correnti dell'epoca, anche l'amore di donna con
donna, diffuso allora specialmente in Spagna e in Francia. Spicca la
figura di Caterina de' Medici, definita dal Brandome "dame de qualité".
Anche
Oltre Manica c'era una signora potente che aveva abdicato all'attività
sessuale per il potere, Elisabetta I d'Inghilterra, figlia di Enrico
VIII e di Anna Bolena. Elisabetta aveva fatto sposare uno dei suoi
figli a Maria Stuarda, regina di Scozia. Ma i suoi figli era
sessualmente degeneri e pervertiti, dediti a vizi. Enrico III, il
figlio prediletto, era un donnaiolo fino a ventitré anni, ma da
quell'età in poi si interessò solo degli uomini: i suoi amanti, i
"mignons", lo hanno reso ridicolo in ogni parte del mondo. Persino in
Spagna, una corte cattolica osservante per tradizione, regnava una
grossa confusione al punto che Carlo V aveva suggerito di tenere il
nipote Don Carlos, figlio di Filippo II, lontano dalle donne onde
mettere fine agli scandali da lui perpetrati. Il fratellastro di Don
Carlos, Filippo III, una volta salito al trono, tenne a ristabilire
alla Corte i principi di moralità. E suo figlio Filippo IV emanò severe
disposizioni contro il lusso e i vizi dei propri sudditi.
LE FAVORITE E LA POLIGAMIA
Non
c'erano limiti di sorta per i re e le regine di avere uno o più amanti.
Ma ovviamente non erano solo i sovrani, anche gli alti dignitari di
corte, i ricchi borghesi e cosi via. Le persone con cui si
intrattenevano in rapporti sessuali erano chiamati compagni di piacere.
E' più o meno attorno al XVII-XVIII secolo che si delinea la figura
della "favorita", l'amante ufficiale del sovrano. La Pompadour era una
di queste donne che godeva dei favori di principi e primi ministri.
Cosi come sappiamo che la Du Barry era l'ultima favorita di Luigi XV: a
lei si rivolgevano i rappresentanti di altri paesi per ottenere
qualcosa dal debole sovrano francese.
Generalmente erano scelte
tra le dame di corte, ma avevano anche un'estrazione meno nobile. Erano
ballerine, cantanti e attrici , quest'ultima una professione nuova per
le donne che, si sa, fin dall'antica Grecia non comparivano mai in
scena: nelle tragedie elleniche la figura femminile veniva interpretata
da uomini. Tra i ballerini e i giullari si annoveravano uomini castrati
capaci di interpretare nelle opere di canto le parti del soprano: nel
1562 un certo Gerolamo Cossini faceva parte della Cappella Pontificia
come soprano nei cori della Chiesa.
Nel Settecento si inserisce
il godimento nei giochi d'amore. In una pagina delle "Liasions
angereux" una donna scrive al suo adoratore: "Ma crede proprio, mio
svenevole amante, di aver violentato tutte le donne che ha posseduto?"
C'é tra le donne il piacere di venire corteggiate. Madame d'Epinay - la
signora che proteggeva Rousseau si incapricciò di un cantante e prese
con questi il suo primo appuntamento per un convegno galante in una
stanza da letto.
Spariscono via via le inibizioni. La fa da
protagonista un personaggio come Casanova, che entra nella storia e
nella leggenda con le sue avventure. Come sia diventato l'emblema del
don Giovanni non si riesce a spiegare. Eppure í suoi intrighi, le sue
fughe da un paese all'altro, fughe rocambolesche, i suoi inganni non
sembra abbiano suscitato tanto interesse, come invece le sue trame
amorose, le sue avventure con le belle e nobili dame di questa o quella
città. Forse il suo fascino era proprio in quel suo vagabondaggio.
Nell'Ottocento con la lotta delle suffragette per conquistare alla
donna un suo ruolo, affrancato da una condizione di inferiorità,
subentrano altri tipi di rapporti. Meno convenzionali, ma sicuramente
più spregiudicati. Si liberano da taluni pregiudizi, capita di
incontrare riandando nella storia del XVIII e poi nel XIX secolo figure
di donne di estrazione modesta che sanno affermarsi sovente anche in
campo letterario: e sono cameriere o sartine che conquistano il cuore
di gentiluomini.
Pamela é il titolo di un romanzo scritto in
forma di epistolario da una cameriera, un libro che Prevost tradusse in
francese e si propagò per tutta Europa. Voltaire compose un dramma,
Goldoni ne trasse due impareggiabili commedie. Samuel Richardson ne
scrisse il seguito con "La storia di Clarissa Harlow", ovvero la storia
di una ragazza sedotta e poi abbandonata. Esplode l'erotismo nel
periodo romantico. Diversi stati d'animo, fatti di amore e sofferenza.
E' il sex appeal dello spirito che si trova dalla Rivoluzione francese
e dall'etá napoleonica in poi. Sorgono numerosi salotti in cui la
padrona di casa é una donna che intrattiene i suoi ospiti, artisti,
uomini di teatro, generali e ufficiali. E' l'epoca di Stendhal, che
predilige gli amori liberi e che consiglia i rapporti prematrimoniali.
Siamo
ormai vicini ai giorni nostri, con la George Sand che cambiava i propri
amanti con disinvoltura, passando da uno all'altro senza troppi
scrupoli morali. Il compagno le serviva semplicemente come incentivo
alla sua autosoddisfazione narcisistica: nei suoi sogni, nei suoi
desideri ricercava un uomo sempre differente. E' il Romanticismo in cui
poesia e musica esercitano una grande attrazione sessuale. I rapporti
erotici vengono pienamente descritti dal marchese de Sade nella sua
opera, in cui sono presentati i giochi amorosi che verranno denominati
dal suo nome sadici. Il sesso non é più tabù, le danzatrici ostentano
le loro gambe nei saloni e nei tabarin. Siamo al Novecento, ai tempi
del Moulin Rouge e del Can Can parigino.
|
Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 -
CONTATTACI |
| |