Omosessualità (L’) Bookmark and Share
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Circa cinque-dieci persone su cento sono omosessuali, cioè provano attrazione per persone del proprio sesso. Si tratta di una minoranza consistente, che si trova ancor oggi a dover combattere contro stereotipi, pregiudizi, ostacoli, che la società tende ancora ad opporre a chi manifesta la propria personalità più autentica.

Eppure sono anni che l'omosessualità è stata depennata dal novero delle malattie psichiatriche. Sul DSM, una sorta di bibbia della psichiatria internazionale, in cui sono classificati tutti i disturbi mentali, dell'omosessualità non c'è traccia.

Ma forse è proprio la nostra epoca storica una delle più omofobe che si conoscano.
In altre epoche si dava minor importanza ai gusti sessuali delle persone e quello che uno faceva in privato non riguardava più che tanto la comunità.

L'omosessualità, invece, sconta tuttora  l'oppressione, la persecuzione, l'aggressività che ogni società riserva al diverso, a chi è in minoranza, a chi non rientra nelle caratteristiche del gregge.

Entrano in gioco complessi meccanismi psicologici, in particolare la proiezione, attraverso cui gli individui si proteggono dai propri aspetti ombra, dagli abissi inquietanti della propria psiche, attribuendoli agli altri, veri e propri capri espiatori e in questo modo purificandosi.

Il più noto psicoanalista italiano, scomparso alcuni anni or sono, Cesare Musatti, sosteneva che non esiste l'eterosessualità perfetta, che anche l'eterosessuale più convinto può nutrire, nel corso della propria vita, desideri verso persone del proprio sesso. Questo è particolarmente vero per l'adolescenza e la giovinezza, quando l'identità sessuale non è ancora completamente fissata.

Niente di ciò che è umano mi è estraneo, asseriva il classico Terenzio.
Ma, al di là delle labili teorie psicologiche e delle corroboranti citazioni classiche, ciascuno di noi non può ignorare il grande contributo che gli omosessuali hanno fornito allo sviluppo della nostra civiltà.
Per rimanere ad autori della letteratura italiana più vicini alla cultura giovanile contemporanea, ricordiamo i nomi e le opere di Tondelli, Busi e Pasolini.
E riandando indietro, come dimenticare quella stupenda cattedrale letteraria che è la Recherche dell'omosessuale Proust? O le liriche antiche di Saffo?

L'elenco potrebbe continuare e sarebbe lunghissimo e sorprendente, non solo in campo artistico, bensì anche in ambito tecnico-scientifico.

Eppure gli omosessuali, che sono assolutamente soddisfatti del proprio orientamento sessuale, devono ancora condurre vite in salita, spesso irte di difficoltà.

Nevrotizzati talora da famiglie che non li accettano, discriminati sul lavoro e persino dalle leggi dello Stato, fatti oggetti di sciocche battutine e di stomachevoli parodie cinematografiche, gli omosessuali faticano a essere accettati nella loro completa umanità.

Tutto questo è ingiusto ed è auspicabile che, aumentando nell'attuale società l'istruzione e la consapevolezza dei propri e degli altrui diritti, certe persecuzioni ci appaiano sempre più come oscure manifestazioni di una sorta di Medioevo, ormai superato e dimenticato.


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