|
Problema profughi in Italia (Il)
| Vota | | Media: 0.0/5 (0 voti) |
Fra i tanti avvenimenti che hanno contraddistinto la storia dell'uomo,
alcuni dei più ricorrenti e drammatici vanno riferiti agli esodi
forzati che hanno avuto per protagonisti milioni e milioni di
individui, costretti a lasciare i loro rispettivi Paesi d'origine per
motivi politici, etnici e religiosi. L'eccessivo afflusso di profughi
provenienti dalle realtà più disastrate del continente europeo ha
creato non pochi problemi anche in Italia, per via della sostanziale
inadeguatezza delle strutture destinate ad accogliere i nuovi arrivati.
Pertanto, dopo aver cercato scampo dalle rovine e dalle catastrofi
della guerra , molti profughi restano in una condizione assolutamente
precaria, per molti versi simile a quella degli immigrati clandestini e
comunque destinata ad un futuro ricco di incognite. Nel contesto di
quelle che potrebbero essere definite come vere e proprie "migrazioni
di massa", non vi è dubbio, però, che un ruolo di primo piano sia
sempre stato svolto dalle guerre, le quali, oltre a provocare enormi
lutti e distruzioni, hanno puntualmente causato, come immediata
conseguenza, irrefrenabili esodi di gruppi umani. Così, se la prima
guerra mondiale si limitò a provocare "appena" sei milioni di profughi,
la seconda diede luogo, per via diretta o indiretta, alla migrazione di
ben sessanta milioni di persone, quasi tutte costrette a trasferirsi al
di fuori dei propri Stati sotto la spinta di motivi indipendenti dalla
loro volontà. Purtroppo, ancora oggi, a cinquanta anni di distanza
dall'ultimo conflitto mondiale, l'Europa è costretta a confrontarsi con
l'emergenza profughi, per effetto degli sconvolgenti avvenimenti che
hanno interessato, in particolare, tutto l'Est Europeo e buona parte
Penisola Balcanica. Tutto ebbe inizio qualche anno fa, successivamente
alla caduta dei regimi socialisti nell'Europa Orientale, la conseguente
apertura delle frontiere per l'emigrazione cominciò a spingere
centinaia di migliaia di persone a riversarsi in massa nei ricchi ed
opulenti Stati dell'Occidente, alla ricerca di un po' di benessere dopo
la fame, le privazioni e le delusioni patite sotto il totalitarismo
comunista. Poi, si è aggiunto il dramma dell'Albania, dove il locale
regime dispotico e dittatoriale ha costretto innumerevoli profughi ad
abbandonare repentinamente il Paese, cercando scampo soprattutto a
bordo di navi obsolete ed insicure, molte delle quali affondate durante
le traversate perché sovraccariche di passeggeri. Infine, è esplosa la
tragedia della ex Jugoslavia, dove il genocidio perpetrato ai danni di
intere popolazioni ha indotto migliaia di poveri innocenti a cercare
rifugio all'estero, quale unica possibilità di salvezza contro gli
orrori e le minacce vissuti in patria. L'insieme devastante di
questi eventi ha quindi riprodotto ed amplificato il dramma dei
profughi, riproponendo uno sconcertante problema di cui l'Italia,
rispetto ad altri Stati del continente, ha indubbiamente risentito in
maniera più approfondita. La collocazione geografica del nostro Paese,
infatti, ha enormemente agevolato l'indiscriminato afflusso di profughi
provenienti dall'estero; mentre i profughi dell'Europa dell'Est e della
Jugoslavia hanno varcato le frontiere italiane passando soprattutto
attraverso le regioni nordorientali, quelli dell'Albania non hanno
potuto far altro che superare lo stretto braccio di mare dell'Adriatico
per ritrovarsi sulle nostre coste soprattutto quelle pugliesi, alla
ricerca, come tutti gli altri profughi di pace, lavoro e tranquillità. In
realtà, queste attese sono andate rapidamente deluse, dal momento che
l'Italia si è mostrata sostanzialmente impreparata ad accogliere
adeguatamente i nuovi arrivati, il cui afflusso massiccio ha creato non
pochi problemi agli organi responsabili dell'ordine pubblico e
dell'assistenza ai profughi stranieri. Né tanto meno si poteva sperare
di risolvere la questione con i semplici appelli alla solidarietà, dal
momento che gli slanci di generosità delle famiglie italiane, che pure
sono tangibili e consistenti, sono forse serviti a tamponare le
emergenze più immediate, m????a di certo non hanno potuto far fronte
agli oneri derivanti da una permanenza duratura dei profughi, la quale
avrebbe potuto trovare un valido supporto solamente nelle strutture e
nelle risorse messe a disposizione dagli organi statali. Ma le
autorità statali sono riuscite a prendersi cura solamente di un numero
limitato di profughi, ospitati in caserme militari , in effetti, più
che di accoglienza vera e propria, questa soluzione si è trasformata in
una sorta di ghettizzazione, visto che i rifugiati, pur essendo dei
civili a tutti gli effetti, sono stati costretti a dimorare in ambienti
militari ai quali si può accedere solo dopo aver ottenuto
l'autorizzazione prefettizia e dopo aver passato tutti i dovuti
controlli agli ingressi sorvegliati dalle guardie. Molto più
fortunati possono ritenersi quei profughi la cui assistenza era nelle
mani di associazioni di volontariato e agli enti locali, i quali hanno
provveduto a dirottare i profughi presso famiglie italiane disposte ad
ospitarli, oppure in appositi centri di accoglienza. Ma quei
profughi che vivono ancora abbandonati a se stessi rappresentano la
categoria di gran lunga più numerosa, dal momento che, a fronte del
limitato numero di rifugiati ospitati nelle caserme o nei centri di
accoglienza, sono decine di migliaia quelli che vivono in condizioni
precarie, costretti ad arrangiarsi da soli in una vita fatta di
emarginazione e di stenti, dove anche il barlume della speranza si è
ormai fortemente affievolito. La loro situazione, peraltro, appare
difficilmente migliorabile anche alla luce dei continui arrivi di nuovi
profughi, i quali, producendo un inevitabile sovraffollamento, rendono
vano ogni tentativo di controllare una situazione già di per sé
oltremodo precaria. Di conseguenza, dopo aver già patito il dramma
del distacco dalla propria terra e dai propri affetti, gran parte dei
profughi deve rassegnarsi anche alle discriminazioni subite nelle
località di accoglienza, ed è quanto meno assurdo, oltre che
vergognoso, che debba essere questo, per loro, il prezzo da pagare per
sfuggire alle atrocità della guerra.
|
Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 -
CONTATTACI |
| |