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Napolitano: «Situazione tragica». Cnr: «Rischi per la catena
alimentare» Rifiuti, 2.700 tonnellate in strada a Napoli Bertolaso: 10
giorni per risolvere la crisi. Bruciati altri cumuli di spazzatura.
Pecoraro Scanio: arrestare i responsabili STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI
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Un uomo spegne rifiuti dati alle fiamme a Frattamaggiore (Ansa) NAPOLI
- Oltre 2700 tonnellate di rifiuti per le strade del Napoletano. Almeno
130 cassonetti e cumuli di spazzatura dati alle fiamme dai soliti
ignoti. E un sindaco, quello di Frattamaggiore, costretto a chiudere le
scuole «sommerse» dall'immondizia. Continua ad avere dimensioni
allarmanti l'emergenza rifiuti in Campania. Il ministro dell'Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio, chiede di arrestare coloro che incendiano i
rifiuti: «Spesso sono personaggi legati alla camorra e a clan
malavitosi che hanno tutto interesse ad aumentare la confusione ed il
caos». «Appiccare fuoco ai cumuli di rifiuti - aggiunge Ermete
Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera - è come
andare di male in peggio. All'emergenza sanitaria, infatti, si aggiunge
anche l'emissione di diossina. Bisogna fermare questa pratica
estremamente pericolosa per la salute dei cittadini». NAPOLITANO:
«SITUAZIONE TRAGICA» - Molti sforzi sono stati compiuti dall'anno
scorsa a oggi per l'emergenza rifiuti in campania, ma «non in misura
sufficiente a evitare che la situazione si aggravasse fino a risultare
ormai tragica, come l'ha definita il sindaco Iervolino», ha affermato
il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera al
direttore del «Sole 24 Ore».
SCUOLE CHIUSE - La situazione è
talmente insostenibile che il primo cittadino di Frattamaggiore,
Francesco Russo, minaccia di «chiudere la città». Per adesso, ha
firmato l'ordinanza per chiudere le scuole sommerse dai quintali di
immondizia non raccolta.
MANIFESTAZIONI - Nel frattempo,
però, continuano le proteste della popolazione. A manifestare ora sono
i cittadini di Terzigno, comune vesuviano all'interno della zona del
Parco del Vesuvio, nel cui territorio, forse nello sversatoio dell'ex
Sari, deve essere creata la discarica a servizio del napoletano. Per
due ore l'invasione dei binari nella locale stazione della
Circumvesuviana ha paralizzato il traffico su ferro dei pendolari della
fascia a ridosso del vulcano.
TONNELLATE - Il commissario
straordinario Guido Bertolaso è a Napoli per fare un punto sulla
situazione. Secondo la sua opinione, la situazione dovrebbe tornare a
regime a fine giugno. «Se siamo fortunati, nell'arco di una decina di
giorni si risolve la crisi in atto e con l'inizio dell'estate si potrà
lavorare tranquillamente» è stato l'impegno preso da Bertolaso. Il
commissario sottolinea che nella regione è il Napoletano la zona più in
sofferenza, con 15 mila tonnellate di spazzatura in strada. In vista
della chiusura della discarica di Villaricca prevista per il prossimo
26 maggio, in attesa che siano pronti altri sversatoi, ci sono «ipotesi
allo studio di riapertura di discariche chiuse - dice - per
quantitativi che non daranno fastidio a nessuno e siti di stoccaggio
temporaneo».
CRISI RISOLTA IN DIECI GIORNI- I tecnici della
struttura commissariale dunque sono al lavoro perché «a fine maggio, o
per i primi di giugno» si ponga fine a un «periodo difficile», «senza
contraccolpi per l'economia e per il turismo». Indicazioni puntuali
sulle discariche per le quali sono in corso le valutazioni dei tecnici
il commissario non ne dà. Dice soltanto tra fine giugno ed inizio
luglio i rifiuti verranno conferiti nelle discariche. Nel lasso di
tempo che va dal 26 maggio, giorno in cui chiuderà la discarica di
Villaricca, nel napoletano, all’inizio dell’estate, i rifiuti saranno
conferiti in siti provvisori ancora da individuare. In questi giorni il
commissario Bertolaso, coadiuvato da tecnici della Protezione civile,
ha eseguito una serie di sopralluoghi per individuare i luoghi più
adatti al conferimento temporaneo dell’immondizia. Top secret le
località anche se il capo della Protezione civile ha dichiarato che non
saranno unicamente collocate nella provincia di Napoli, ma in tutta la
Regione Campania. Si utilizzeranno discariche chiuse ma che hanno
ancora un po’ di capienza e quelle che, nel passato, sono state
sottoposte a provvedimenti giudiziari di confisca.
SOSTEGNO DEL
SINDACO - Bertolaso ha incassato da subito il sostegno del sindaco Rosa
Russo Iervolino. «L'unico modo per uscire dalla crisi è lavorare - dice
il primo cittadino - e Bertolaso su Napoli ha competenza e da Napoli
non avrà difficoltà». Le strade del capoluogo campano appaiono però
ripulite solo in centro, mentre la periferia è ancora in sofferenza.
Sono 1.400 le tonnellate di rifiuti raccolte e sversate negli impianti
di Giugliano e Caivano questa notte, altre 300 sono in cassonetti
scarrabili, ma a terra ce ne sono ancora 2.700 circa mentre il caldo
aumenta. IN PERICOLO LA CATENA ALIMENTARE -Intanto il CNR (Consiglio
Nazionale delle Ricerche) ha reso noto uno studio condotto
dall’Ispaam-Cnr negli allevamenti di Napoli e Caserta in cui si lancia
l'allarme sulla catena alimentare. La diossina, provocata dalla
bruciatura dei rifiuti, contamina infatti acqua, terreno e piante,
passando nel grasso degli ovini e da lì in latte e carne.
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