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Riscaldamento globale (Il)
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Riscaldamento globale (global warming nella letteratura scientifica in
inglese) è un termine popolarmente usato per descrivere l'aumento nel
tempo della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani.
Da distinguere dal termine surriscaldamento globale usato in generale
per indicare il contributo eccessivo che l'uomo apporta a tale
riscaldamento del pianeta. Indice
* 1 Cause del riscaldamento o 1.1 Gas serra nell'atmosfera o 1.2 Surriscaldamento degli oceani o 1.3 Variazione attività solare ed altri fattori cosmici o 1.4 Evoluzione delle temperature degli altri pianeti del Sistema solare * 2 Effetti del riscaldamento globale * 3 Variazione della temperatura terrestre * 4 Dibattito scientifico * 5 Dibattito politico o 5.1 Protocollo di Kyōto * 6 Bibliografia * 7 Note * 8 Voci correlate * 9 Altri progetti * 10 Collegamenti esterni
Cause del riscaldamento
Il
mantenimento della temperatura della biosfera terrestre attorno a
valori medi adatti alla vita è dovuto principalmente all'azione
combinata di quattro fattori:
1. Calore interno del pianeta 2. Irraggiamento solare, che fornisce l'energia per l'effetto serra 3. Presenza dell'atmosfera, che attenua gli sbalzi di temperatura giornalieri e stagionali 4. Effetto serra naturale, che amplifica l'effetto termico dell'irraggiamento solare
La
variazione quantitativa di uno o più di questi fattori può causare un
riscaldamento globale o raffreddamento globale dell' atmosfera e
superficie terrestre.
Gas serra nell'atmosfera Per approfondire, vedi la voce Effetto serra. Variazione
della temperatura globale (in rosso) e dell'anidride carbonica presente
nell'atmosfera (in blu) negli ultimi 1000 anni. La causalità non è da
tutti ritenuta provata, ma si notano delle somiglianze fra le due
curve, soprattutto nell'ultimo secolo. Variazione della temperatura
globale (in rosso) e dell'anidride carbonica presente nell'atmosfera
(in blu) negli ultimi 1000 anni. La causalità non è da tutti ritenuta
provata, ma si notano delle somiglianze fra le due curve, soprattutto
nell'ultimo secolo.
Nell'attuale fase di riscaldamento del
pianeta si sta assistendo ad una variazione significativa di un
importante fattore che influenza la temperatura terrestre, ovvero la
concentrazione atmosferica di anidride carbonica (CO2), uno dei gas
serra. Tale incremento di circa 2 ppm all'anno (in due secoli il valore
della concentrazione è passato da 280 ppm a 380 ppm, il valore più alto
da 650.000 anni a questa parte[1]) non ha eguali nella storia recente
del pianeta ed è ritenuto legato all'uso di combustibili fossili che
durante il periodo carbonifero (milioni di anni fa) sono stati
"fissati" nel sottosuolo ad opera della vegetazione e degli animali,
passando dalla forma gassosa di CO2 a quella solida o liquida di
petrolio, carbone o gas naturale. Negli ultimi 150-200 anni, a partire
dalla rivoluzione industriale, la combustione dei giacimenti fossili ha
invertito il processo avvenuto durante il periodo carbonifero,
reimmettendo nell'atmosfera questo carbonio sepolto da milioni di anni
sotto forma di enormi quantità di anidride carbonica (circa 25 miliardi
di tonnellate all'anno ). Inoltre, secondo le stime, il pianeta
riuscirebbe oggi a riassorbire, mediante la fotosintesi clorofilliana e
l'azione delle alghe degli oceani, meno della metà delle emissioni,
anche a causa della deforestazione . L'attività umana ha infatti
ridotto la biomassa vegetale in grado di assorbire la CO2 fin dalla
rivoluzione agricola neolitica, trasformando i boschi in campi o città.
Oggi la deforestazione (ad esempio in Amazzonia) è nettamente aumentata
ed aggrava ulteriormente la situazione. A contribuire ulteriormente vi
è la maggior produzione di metano da fermentazione dovuta ad un
incremento significativo dell'allevamento intensivo e delle colture a
sommersione (ad esempio il riso). La CO2 non è infatti l'unico gas
serra, ma rappresenta solo lo 0,038% dei gas atmosferici e circa il 5%
del totale dei gas serra, quando il vapore acqueo rappresenta lo 0,33%
dei gas atmosferici e contribuisce per circa il 50% ai gas serra.
Sebbene
nella storia del clima le variazioni nei livelli di CO2 osservate siano
state successive alle variazioni di temperatura e non viceversa (esiste
un ritardo di 800 anni tra i picchi di temperatura ed i corrispondenti
picchi di CO2 nell'atmosfera), secondo il comitato di esperti delle
Nazioni Unite (Intergovernmental Panel on Climate Change) l'attuale
riscaldamento non può essere spiegato se non attribuendo un ruolo anche
a questo aumento di concentrazione di CO2 nell'atmosfera.[2]
Va
sottolineato che l'effetto serra è un fenomeno naturale e necessario
per permettere alla superficie terrestre di avere temperature adatte
alla vita, in particolare quella umana; ad esempio la decomposizione di
piante ed animali morti o la normale attività geotermica dei vulcani
emettono enormi quantità di gas serra, ma in questi casi si tratta di
emissioni costanti o in lentissima evoluzione (dell'ordine di migliaia
o milioni di anni) e per questo non ritenute problematiche. Anche in
concomitanza di grandi eruzioni catastrofiche si sono determinate
evidenti mutazioni del clima a livello globale (di solito però
abbassando le temperature a causa delle eccezionali quantità di polveri
emesse in atmosfera, come nel caso delle eruzioni dei vulcani Pinatubo
o Krakatoa). Tuttavia questo genere di fenomeni, in epoche storiche,
sono stati riassorbiti e non hanno comportato mutamenti permanenti del
clima. A parte dunque tale effetto serra naturale, il problema è
l'eccesso di riscaldamento dovuto ad un più marcato effetto serra, e
dunque il conseguente surriscaldamento.
Surriscaldamento degli oceani
L'incremento
della CO2 dovuto alle fonti fossili è ulteriormente amplificato dal
surriscaldamento degli oceani. Le acque marine contengono disciolta
una grande quantità di CO2 ed il riscaldamento dei mari ne causa
l'emissione in atmosfera. Inoltre, il riscaldamento dovuto all'aumento
della temperatura produce una maggior evaporazione dei mari liberando
in atmosfera ulteriori quantità di vapore acqueo, il principale gas
serra, accrescendo ulteriormente la temperatura globale ed aumentando
quantità e violenza di piogge ed uragani tropicalizzando il clima.
Variazione attività solare ed altri fattori cosmici Variazione
dell'irraggiamento solare negli ultimi 30 anni (la linea rossa indica
la media annuale, quella gialla i valori giornalieri). Su circa 1366
watt totali, l'oscillazione è di pochi watt. Variazione
dell'irraggiamento solare negli ultimi 30 anni (la linea rossa indica
la media annuale, quella gialla i valori giornalieri). Su circa 1366
watt totali, l'oscillazione è di pochi watt.
Verificando i dati
di irraggiamento solare si può constatare come le variazioni
dell'attività solare negli ultimi 30 anni siano state minime in
rapporto invece ad un aumento della temperatura globale ben più
marcato. Gli scienziati che sostengono questa teoria, pur ammettendo
che la variazione dell'attività solare sia stata in passato uno dei
possibili fattori che hanno influenzato le temperature, ritengono che
oggi la gran parte del surriscaldamento globale sia dovuta ai gas
serra.
Evoluzione delle temperature degli altri pianeti del Sistema solare
Di
recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare
starebbero subendo un aumento della temperatura. I telescopi spaziali
attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura
per il pianeta Giove di 10°C come temperatura media. Su Marte l'aumento
della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle
calotte polari e dalla presenza di pozze d'acqua. Anche nei pianeti più
lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di
temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi
influenzare l'aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora
poco chiaro se si tratti dell'influenza del Sole (che come detto ha
variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai
pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere
interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri
fattori ancora sconosciuti. Non esistono infatti ancora prove
definitive per queste teorie, anche in considerazione della relativa
novità degli studi[3]. Il fattore antropico e il ruolo svolto dalla
biosfera sono invece cause unicamente presenti sul nostro pianeta.
Effetti del riscaldamento globale Cambiamento
dell'accumulo nevoso sul Kilimanjaro, fra il 1993 ed il 2000. Il
Kilimanjaro ha perduto l'82% delle nevi perenni nel XX secolo. Cambiamento
dell'accumulo nevoso sul Kilimanjaro, fra il 1993 ed il 2000. Il
Kilimanjaro ha perduto l'82% delle nevi perenni nel XX secolo.
I
modelli climatici elaborati dall'IPCC indicano un potenziale aumento
della temperatura, durante il XXI secolo, compreso tra 1,4 e 5,8 °C.
Risulta
tuttora molto difficile prevedere come realmente influirà sul sistema
pianeta l'attuale riscaldamento globale, in quanto si tratterebbe di un
evento senza nessun precedente in epoca storica. Inoltre, il clima
globale è un sistema non lineare multifattoriale, per cui la
climatologia può stabilire delle tendenze ma non eventi di dettaglio.
Tra
i possibili effetti di tali mutamenti climatici si stima vi possa
essere un aumento del livello del mare in alcune aree del pianeta, in
particolare in quelle con minori tassi di evaporazione; ciò a causa
dell'espansione termica e dello scioglimento dei ghiacci continentali
oltre che dei ghiacciai montani. Complessivamente, il bilancio
complessivo delle superfici ghiacciate sulla Terra è negativo per una
percentuale compresa tra l'1 e il 1,5% per decennio, evidenziando come
il fenomeno del riscaldamento globale sia effettivamente in corso ed in
costante aumento. La diminuzione della salinità dell'Oceano Atlantico
dovuta allo scioglimento dei ghiacci potrebbe causare il blocco della
Corrente del Golfo, con conseguente raffreddamento del continente
europeo ed inizio (in quest'area) di una nuova era glaciale.
Tali
cambiamenti porteranno a significative modificazioni degli habitat
naturali andando ad incidere profondamente anche sugli equilibri
socio-economici del pianeta.
Gli effetti del riscaldamento
climatico antropico potrebbero essere molto maggiori se non vi fosse
stata una relativa riduzione dell'irraggiamento solare dovuta
all'inquinamento atmosferico. Paradossalmente, una riduzione
dell'inquinamento (in particolare degli SOx e del particolato) potrebbe
portare ad un aumento delle temperature superiore a quanto
ipotizzato.[4]
Il fenomeno ha profondamente modificato
l'equilibrio dei ghiacci artici, tanto da causare nel settembre 2007
l'apertura del celeberrimo Passaggio a nord-ovest per il discioglimento
dei ghiacci che lo rendevano impraticabile.
Variazione della temperatura terrestre
Nel
corso della storia della Terra si sono succedute ciclicamente
modificazioni del clima che hanno portato il pianeta ad attraversare
diverse ere glaciali alternate ad epoche più calde. Le cause di queste
modificazioni climatiche sono state principalmente legate all'andamento
dell'attività del sole o da quella eruttiva della Terra (per emissione
di CO2). Circa 200 mila anni fa, queste significative variazioni del
clima hanno permesso all'uomo il passaggio dello stretto di Bering, la
colonizzazione dell'Australia o della Groenlandia (il cui nome
significa "terra verde"). Attualmente, il pianeta sta uscendo da un
periodo freddo denominato piccola glaciazione durato dal 1550 al 1800
che ha seguito il periodo medievale, più caldo (tra il 1100 ed il 1400).
Dibattito scientifico Per approfondire, vedi la voce Oscuramento globale.
Per
analizzare in modo accurato le modificazioni del clima, le Nazioni
Unite hanno costituito una Commissione Intergovernativa sul Cambiamento
Climatico (IPCC) che raccoglie accademici provenienti delle nazioni del
G8. L'IPCC ha rilasciato nel corso degli anni diversi documenti in cui
si afferma che la temperatura globale media è aumentata di circa 0,7 °C
dalla fine del XIX secolo e che Ğla maggior parte del riscaldamento
osservato durante gli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività
umaneğ[2] Le conclusioni raggiunte dall'IPCC sono rafforzate anche da
un'analisi di oltre 928 pubblicazioni scientifica dal 1993 ad oggi, in
cui si osserva che il 75% degli articoli accetta, esplicitamente o
implicitamente, la tesi scientifica del contributo antropico al
riscaldamento, mentre il restante 25% degli articoli copre unicamente
metodologie o paleoclimatologia per cui non esprime opinioni in merito
[5].
Ci sono ricercatori scettici sul ruolo antropico
nell'attuale riscaldamento: essi tuttavia rappresentano una minoranza
nella comunità scientifica come evidenziato anche da un articolo
pubblicato su Science.[5]. Tra questi "scettici" vi sono il premio
Nobel Kary Mullis e l'italiano Antonino Zichichi. Le criticità espresse
da tali ricercatori, affermano che non è possibile stabilire una
relazione lineare tra aumento di CO2 e riscaldamento globale,
rimarcando piuttosto il ruolo di altri fattori naturali tra cui il
principale sarebbe la variazione dell'attività solare ma anche
l'effetto dei raggi cosmici avrebbe un ruolo sul mutamento climatico.
Mettono inoltre in dubbio la validità degli attuali modelli matematici
utilizzati.[6] Queste tesi sono state raccolte in un documentario della
CBC. Il matematico e fisico teorico Freeman Dyson, che fin dagli anni
70 teorizzava la necessità di attuare il sequestro del carbonio
piantando nuovi alberi in aree enormi,[7] nel 2007 ha invece rivalutato
la questione del riscaldamento globale affermando che "l'allarmismo sul
riscaldamento globale è fortemente esagerato" dopo aver calcolato che
"il problema dell'anidride carbonica nell'atmosfera è un problema di
gestione del terreno, non un problema meteorologico". Secondo lo
scienziato gli errori commessi sarebbero legati al fatto che nessun
modello matematico atmosferico o oceanico è in grado di predirre il
modo in cui dovrebbe essere gestita la terra;[8][9] infine sottolinea
che dovrebbero avere maggiore priorità altri problemi globali.[10]
Di
contro, come rilevato dallo stesso articolo di Science, la grande
maggioranza degli scienziati concorda sul fatto che sia necessario
trovare urgentemente fonti energetiche alternative ai combustibili
fossili: tra essi, per quanto riguarda l'Italia, vi è il premio Nobel
Carlo Rubbia. In quest'ottica il ricorso al solare termodinamico e
all'energia nucleare garantirebbe un importante contributo nella
diminuzione delle emissioni di gas serra.[11] Molti sono gli scienziati
che, pur riconoscendo il ruolo antropico, sono scettici riguardo alle
misure adottate per contenere le emissioni e ritengono il protocollo di
Kyōto troppo blando e poco incisivo.
Al di là delle cause, è
tutt'oggi tema di accese discussioni la reale entità e gli effetti del
riscaldamento, dovute al fatto che il clima terrestre non è
considerabile come un sistema statico, avendo presentato nella sua
storia cambiamenti graduali ma intensi anche senza l'intervento
dell'uomo. In tempi storici, si sono infatti avute oscillazioni della
temperatura mai tuttavia così ampie come oggi: sia ai tempi dell'Impero
Romano che nel Medioevo le temperature medie sono state leggermente più
alte che in altri periodi, permettendo la colonizzazione della
Groenlandia e la coltivazione estesa di viti nell'Europa del Nord.
Entrambi questi periodi sono stati seguiti da periodi di raffreddamento
climatico: a Londra il fiume Tamigi gelava tanto da permetterne il
passaggio a cavallo e lo svolgimento di mercati natalizi sulla sua
superficie ghiacciata. Paragonando questi grandi effetti alla
piccolezza delle stimate variazioni (pochi decimi di grado, vedi
grafico) di temperatura, si può avere un'idea di cosa potrebbe accadere
con aumenti di qualche grado.
Dibattito politico
Il
graduale incremento dei dati scientifici disponibili sul riscaldamento
globale ha alimentato a partire dagli anni settanta un crescente
dibattito politico che ha poi iniziato a considerare tra le sue
priorità anche il contenimento delle emissioni dei gas serra e
l'utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili.
Nel
2007 alcune organizzazioni internazionali hanno riconosciuto
l'importanza della sensibilizzazione sul riscaldamento globale in atto
nel nostro pianeta. Per la prima volta l'orologio dell'apocalisse è
stato modificato con una motivazione non inerente esclusivamente il
pericolo nucleare, ma anche sul mutamento climatico. Il premio Nobel
per la pace è stato assegnato al Comitato intergovernativo sul
cambiamento climatico e ad Al Gore, quest'ultimo ha organizzato il Live
Earth e girato Una scomoda verità, film che ha ricevuto il premio Oscar
al miglior documentario, anche se recentemente ha ricevuto molte
critiche sulla sua attendibilità scientifica e sulla reale fondatezza
di previsioni eccessivamente catastrofistiche.[12]
Protocollo di Kyōto Per approfondire, vedi la voce Protocollo di Kyōto.
Un
primo tentativo di limitare l'influenza delle attività umane sul clima
è stato il Protocollo di Kyōto del 1997. Tale protocollo, pur
rappresentando, almeno nelle intenzioni, un passo importante nella
condivisione planetaria delle responsabilità ambientali, presenta due
limiti strutturali:
1. Obiettivi insufficienti a contenere in
modo significativo le emissioni antropiche. L'obiettivo della
diminuzione del 6% di anidride carbonica di origine antropica in
atmosfera viene infatti giudicato troppo poco ambizioso, dato che
bisognerebbe ridurla del 60%. 2. L'assenza tra i firmatari di
paesi quali gli Stati Uniti. Questi in un primo momento non hanno
aderito, ritenendo non provata la relazione tra emissioni di CO2 e il
riscaldamento globale; in seguito hanno addotto come motivazione la
perdita di competitività dovuta ai costi necessari per ridurre le
emissioni di anidride carbonica rispetto a Cina ed India, che invece
non sono obbligate dal protocollo a limitare le proprie emissioni.
Bibliografia
* Paul Crutzen. Benvenuti nell'Antropocene. L'uomo ha cambiato il
clima, la Terra entra in una nuova era. Mondadori, 2005. ISBN 8804537302
* Guy Dauncey e Patrick Mazza. Clima tempestoso. 101 soluzioni per
ridurre l'effetto serra. Muzzio editore, 2004. ISBN 9788874130153
* AAVV. Le changement climatique. BRGM (Bureau de la Recherche
Geologique et Mineral), 2006. ISBN 2-7159-0971-3 Numero speciale di
Geoscience * AAVV. Climate change - the stone tape. Earth
Sciences for Society Fondation, 2004. libretto scritto da un gruppo
congiunto di ricercatori riferenti a IUGS, UNESCO ed altre
organizzazioni di Scienze della Terra per spiegare come queste
discipline possano essere usate per comprendere le variazioni
climatiche terrestri
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