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Tappe dell’unità europea (Le)
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Il Duemila si è aperto nel segno dell'Unione Europea. Un breve saggio
ripercorra le tappe più significative del cammino verso una meta ancora
lontana da raggiungere, ma che ormai è tra le aspirazioni di tutti i
cittadini consapevoli del Vecchio Continente
1) Il Duemila è
cominciato con un ulteriore passo in avanti nel cammino verso l'unita
dell'Europa: la moneta unica europea l'euro è stata introdotta ed e già
da tempo utilizzata per denominare titoli pubblici, obbligazioni ed
azioni e per indicare i prezzi di un sempre maggior numero di prodotti
accanto al corrispondente valore nella moneta nazionale. Il lungo
processo che ha portato all'introduzione della moneta unica europea si
è concluso nel 2002, quando le monete tradizionali di alcuni Paesi del
Vecchio Continente, compresa la nostra lira, sono state ritirate dai
mercati, non avendo più corso legale, sostituite dall'euro.
2)
Quella dell'unificazione monetaria è una tappa davvero significativa di
un processo d'unificazione europea che trae le sue premesse ideologiche
dai vari tentativi, che si sono succeduti nel corso dei secoli,
d'accomunare i popoli del Vecchio Continente in un unico organismo
spirituale, sociale e politico. Dalle esperienze della "Res publica"
cristiana del Medio Evo, dell'Impero carolingio, degli Stati-nazione,
si e passati all'idea di riunire gli Stati europei in un grande comune
corpo politico, economico e commerciale (la Comunità Europea),
concretizzando, all'indomani del secondo conflitto mondiale, il sogno
dei grandi europeisti (Mazzini, Monnet, Schumann, Einaudi, Spinelli,
ecc.). L'Europa, uscita a pezzi dalla guerra, sentiva la necessità di
congiungere le energie dei vari Stati che la componevano, per
difendersi dallo strapotere delle superpotenze USA ed URSS, le quali
avevano in pratica divise il Continente europeo in due blocchi
contrapposti, quello occidentale (filoamericano) e quelle orientale
(filosovietico). Per sottrarsi alla marginalità politica ed alla
dipendenza economica a cui le due superpotenze li avevano costretti, i
governi di alcuni tra i più importanti Stati europei avviarono la
realizzazione di quanto fino ad allora era stato solo un sogno: il
progetto di un'Europa unita nei mercati ed anche nei programmi politici.
3)
Nei 1951 fu costituito il primo nucleo della Comunità Europea: sei
Stati (Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo)
formarono la Comunità Economica del Carbone e dell'Acciaio (C.E.C.A.).
Fece seguito nei 1957, con la firma dei Trattati di Roma, l'istituzione
del l'Euratom (a cui fu affidato il compito d'utilizzare l'energia
nucleare a fini pacifici) e della Comunità Economica Europea (C.E.E.),
di cui entrarono successivamente a far parte anche Gran Bretagna,
Irlanda e Danimarca (1973), Grecia (1981), Portogallo e Spagna (1986),
Austria, Finlandia e Svezia (1995). Undici di questi quindici Paesi
della C.E.E. (tutti tranne Gran Bretagna, Grecia, Svezia e Danimarca)
sono rientrati nei programma d'unificazione monetaria con
l'introduzione dell'euro a partire dal 2002.
4) Nel 1979 fu
istituito il Parlamento Europeo. La sua sede è a Strasburgo: è eletto a
suffragio universale, quindi è pienamente rappresentativo della volontà
popolare, anche se non detiene ancora tutti i poteri deliberanti. Attualmente
è costituito da 626 deputati, eletti nei Paesi membri in numero
proporzionale agli abitanti. Essendo l'unico organismo elettivo
dell'U.E., si auspica, soprattutto da parte di chi desidera
un'accelerazione del processo d'unificazione politica, che aumentino le
sue prerogative e che diventi davvero il fulcro della nuova Europa dei
popoli.
5) Nel 1985 è stato varato l'Atto Unico, ratificato
Panne successive, che ha revisionato i Trattati di Rema ed ha dato vita
ad un mercato europeo con libera circolazione di merci, uomini e
capitali, senza alcuna barriera doganale. Tale condizione si è
realizzata, con l'abbattimento degli ultimi ostacoli alla libera
circolazione, il 31 dicembre 1992.
6) Altri organi della
Comunità Europea, oltre al Parlamento Europeo, sono: il Consiglio dei
Ministri, che ha il compito d'emanare le leggi per gli Stati membri; la
Commissione Esecutiva, formata da venti commissari, che si riunisce a
Bruxelles e rende esecutivo quanto deliberato dal Consiglio; la Corte
di Giustizia, che ha sede in Lussemburgo e garantisce il rispetto dei
(trattati comunitari; la Corte dei Conti, con funzioni di contabilità;
il Comitato Economico e Sociale, con mansioni di ordine sociale ed
economico; la Banca Centrale Europea, con sede a Francoforte sul Meno,
recentemente istituita.
7) Un'ulteriore significativa data
nel lungo e tortuoso processo d'unificazione europea, è stata quella
del 7 febbraio 1992, quando a Maastricht, in Olanda, i rappresentanti
degli Stati membri della CEE, hanno deciso d'introdurre la
denominazione di Unione Europea (U.E.) al posto dell'antica Comunità
Europea e di fissare i parametri di convergenza economico-flnanziari a
cui avrebbero dovuto allinearsi le économie dei Paesi europei
partecipanti all'operazione di varo della moneta unica europea, l'euro. Nel
giugno dei 1997, nel vertice di Amsterdam, è stato revisionato il
Trattato di Maastricht; all'inizio dei maggio 1998, il Consigliere
Europeo ha indicato gli undici Paesi che partecipano all'euro, nel
luglio 1998 è stata inaugurata la Banca Centrale Europea (B.C.E.), che
ha il compito di gestire la politica economica dell'U.E.; infine, come
detto, il 1° gennaio 1999 si è aperta la terza fase dell'unificazione
monetaria che prevede la progressiva introduzione dell'euro.
8) Nella prospettiva di un'Europa realmente unita preoccupa il maggior
interesse, manifestato da colore che sono preposti all'attuazione di
questo ambizioso progetto, per gli aspetti squisitamente economici
rispetto a quelli civili ed umani. Non è di sicuro a quest'Europa,
gestita dai ministri economici con freddi calcoli monetari, che
guardavano i grandi europeisti del passato: non ad un organismo dotato
di un forte "corpo"e privo di un "anima", ma ad una comunità unita,
prima che nella moneta o nella politica, negli uomini, nei valori,
negli ideali. Un'Europa dei popoli, insomma, dei cittadini e non
soltanto dei mercati e dei capitali, come stimolo affinché si attenuino
i nazionalismi ed i contrasti etnici, affinché si riduca la distanza
tra i Paesi industrializzati ed opulenti dell'Occidente e quelli
arretrati e poveri del Terzo Monde ed affinché si possa realizzare un
autentico "villaggio globale" europeo, pluriculturale e multietnico.
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