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La discesa verso la substantia del reale tra fine '800 e primo '900 in Europa
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In piena Belle époque, mentre sono di moda il Positivismo in
filosofia e il Natutalismo in letteratura, e Zola nel suo Romanzo
sperimentale propone di accontentarsi di rispondere alla domanda su "come"
funzionano le cose, le grandi avanguardie del '900 si pongono invece i grandi
"perché", e scandagliano il reale per sondarne la sostanza più profonda
dell'essere:
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BAUDELAIRE, Il viaggio
(in I fiori del male, 1857)
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DOSTOEVSKIJ, Ricordi dal
sottosuolo, 1864 (cfr. la bella Introduzione di Alberto Moravia
all'edizione Superclassici BUR 1990)
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RIMBAUD, Una stagione
all'inferno, 1873
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PASCOLI, La vertigine,
1908 (in Nuovi poemetti
Alcune parole-chiave della letteratura e dell'arte del XX secolo:
"sub-stantia" (parola-chiave dell'opera di Pirandello, a giudizio di
Debenedetti); "sub-conscio" (ad esempio in Svevo); "sub-realismo" (nelle arti
figurative e non solo); "sub-gerire" (questo intende fare la poesia simbolista e
decadente)
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La "discesa" in alcune opere
del XX secolo:
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CAMPANA, Canti Orfici,
1914
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UNGARETTI, Il porto
sepolto, 1916
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KAFKA, La tana, 1923
(cfr. la lettura che ne dà P. Citati, nel suo Kafka, Rizzoli,
1987)
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BUZZATI, La boutique del
mistero, 1968 (in particolare i racconti) Sette piani e I
topi
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