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Fontamara - Ignazio Silone
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Il romanzo di Silone, pur presentandosi come un'opera intessuta di una sua verità storica, che esprime gli stati d'animo collettivi dei contadini di Fontamara, è scandito da un'alternanza di registri che confluiscono nella coralità e nella denuncia violenta di ogni ingiustizia.
Uscito nel 1930, e sicuramente l'opera che ha reso noto questo autore, dapprima all'estero e poi anche in Italia. Silone lo scrisse a Davos, in Svizzera, ed ebbe sin dall'inizio grosse difficoltà per la pubblicazione, non esistendo nell'emigrazione italiana altre possibilità editoriali che testi di propaganda di partito. Solo attraverso conoscenze in Svizzera e dopo averlo fatto tradurre in tedesco riuscì a farlo pubblicare da un editore a Zurigo, dopo grossa insistenza di intellettuali elvetici, suoi amici. Probabilmente la diaspora dei profughi politici e razziali, che in quegli anni transitava per la Svizzera ed era diretta nei più svariati paesi del mondo contribuì a una rapida diffusione del romanzo in vari paesi. Fatto sta che nel giro di pochi anni il romanzo fu tradotto in ventisette lingue e riprodotto in numerose collane economiche, raggiungendo una tiratura di oltre un milione e mezzo di copie ed esercitò una enorme forza d'urto sull'opinione di numerosi paesi. Del romanzo furono tratte anche delle versioni teatrali tra cui il dramma di Victor Wolfson del 1936, che tenne per una stagione il cartellone al Civic Repertory Theatre di New York. La prima edizione italiana è del 1948, a cui segue una seconda del 1958, col testo largamente riveduto e corretto dall'autore. Il testo narra la vicenda esemplare di un paese; Fontamara, e dei suoi paesani durante l'epoca del fascismo. Il protagonista, Berardo Viola, che cerca di provocare la ribellione tra i rassegnati "cafoni" finisce per sacrificarsi per gli ideali di giustizia e muore in carcere, spacciandosi per agitatore politico. Silone presenta in questo romanzo l'Abruzzo come terra di tribolazione e sofferenza, dove il riscatto degli oppressi appare una speranza remota, ma in qualche modo possibile.
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