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Harry Potter e l’ordine della Fenice (di Joanne Kathleen Bowling)
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A due anni dall'uscita del quarto libro, ecco finalmente anche in Italia l'attesissimo seguito delle avventure di Harry Potter, il giovane mago amato da milioni di piccoli e grandi lettori di tutto il mondo. In questo quinto volume della saga, il personaggio creato dalla fantasia della scrittrice inglese J.K. Rowling è deciso a farsi perdonare la sua lunga assenza regalando all’impaziente pubblico una nuova storia, sempre più ricca e articolata.
Il quinto libro della saga inizia, come sempre, nella casa degli zii Babbani di Harry Potter a Privet Drive. Troviamo il giovane protagonista già in ansia, perché attende con preoccupazione eventi funesti provocati dal ritorno di Voldemort. Il libro precedente, infatti, si era concluso con il miracoloso salvataggio del protagonista, che aveva assistito al ritorno del corpo dell’essere oscuro ed aveva combattuto con lui. Nessun posto sembra più sicuro: Voldemort, che vuole uccidere Harry, non può agire nella casa di Privet Drive a causa di un incantesimo, ma gli zii ed il cugino si rendono sempre più insopportabili e, comunque, nel quartiere è rivolto un attentato a Harry, subito, però, dal cugino. Harry viene, quindi, portato nella sede segreta dell’Ordine della Fenice, un’associazione clandestina rinata dopo il ritorno di Voldemort. L’Ordine ha come obiettivo primario la diffusione della notizia del ritorno dell’Oscuro Signore e la messa in guardia da esso, ma è osteggiata dal Ministero della Magia, che non vuole accettare la notizia per vera e combatte con ogni mezzo chiunque affermi il pericolo. Silente, il Preside di Hogwarts, la Scuola di Magia, è il capo dell’Ordine e si mostra in aperto conflitto con il Ministro che, dapprima gli impone un supervisore, la terribile Mrs. Umbridge, e successivamente lo farà sostituire. Il Ministero, inoltre, fa sì che la Gazzetta del Profeta, il più letto ed affermato giornale dei maghi, metta in ridicolo Harry, l’unico reale testimone del progressivo riacquisto di forza e potere di Voldemort. La complicatissima e terribile situazione politica si intreccia con la storia personale e psicologica di un Harry Potter nel pieno dell’adolescenza. Il protagonista, infatti, si mostra, fin dalle prime righe, particolarmente nervoso ed insofferente: i continui attacchi alla sua credibilità da parte della Gazzetta del Profeta e, di conseguenza, da parte di alcuni compagni acuiscono l’insicurezza e la paura del giudizio altrui, caratteristici degli adolescenti. Saranno, in questo contesto, fondamentali la vicinanza ed il sostegno dei veri amici di sempre: Hermione Granger e Ron Weasley, che lo aiuteranno ad affrontare le difficoltà. Infatti i suoi punti di riferimento – Silente, Mrs. Weasley, Sirius Black e persino suo padre – sono smitizzati. Non c’è più l’infantile fiducia incondizionata nei confronti degli adulti “buoni”, così marcata nei libri precedenti, si rende evidente, invece, il fremito ribelle dell’adolescente che rivendica considerazione e stima. Forte è l’elemento critico dell’autrice nei confronti di un tipo di educazione inglese che mira a reprimere gli alunni, piuttosto che a formarli: spicca il contrasto fra il sistema fallimentare di Mrs. Umbridge, che utilizza, senza tanti complimenti, violente punizioni corporali, ed il sistema dell’autorevole Silente, che punta, piuttosto, ad una vera e propria educazione. Non manca l’elemento affettivo: Harry darà il suo primo bacio ad una ragazza che, al lettore adulto, appare piuttosto frivola e superficiale. La breve “storia d’amore” non avrà una grande importanza per nessuno dei due, ma completa il quadro descrittivo del teen-ager. Continua così questo moderno e fantasioso Bildungsroman, che riflette in parabola le paure e le angosce degli adolescenti che vivono oggi in una situazione politica mondiale preoccupante.
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