|
Sostiene Pereira (di Antonio Tabucchi)
| Vota | | Media: 0.0/5 (0 voti) |
Lisbona 1938. L'opprimente dittatura di Salazar, l'infuriare della guerra civile spagnola alle porte, il fascismo italiano sullo sfondo. Pereira è un ex giornalista di cronaca nera cui è stata affidata la pagina culturale di un mediocre giornale del pomeriggio, il "Lisboa". Pereira ha un senso mortuario della cultura: predilige gli elogi funebri degli scrittori scomparsi, la letteratura del passato, i necrologi anticipati. Trova in Monteiro Rossi, un giovane di origine italiana, e nella sua fidanzata Marta, due bizzarri quanto improbabili collaboratori. Una collaborazione che porterà a uno sconvolgimento nella vita del vecchio giornalista, a una intensa maturazione interiore e infine a una dolorosa presa di coscienza.
La trama del romanzo, ambientato a Lisbona nel 1938, si svolge durante la dittatura di Salazar e alla vigilia di uno dei più grandi disastri della storia. Pereira è solo «un oscuro direttore della pagina culturale di un modesto giornale del pomeriggio», il «Lisboa». E' vedovo, grasso e attempato. In seguito alla lettura di un saggio sulla morte, conosce un ragazzo, Francesco Monteiro Rossi, scrittore di necrologi che accompagnano la scomparsa di eminenti personalità della cultura portoghese. I "coccodrilli" che il giovane redige tuttavia non possono essere pubblicati, intrisi come sono di teorie socialiste ed anarchiche, per il rischio di incorrere nella censura del regime. Altro personaggio di fondamentale rilievo all'interno della vicenda pare essere Manuel, un cameriere del Cafè Orquidea presso cui il protagonista consuma solitamente il pasto abituale: omelette e limonata. In virtù di queste frequentazioni, Pereira riflette sul ruolo dell'intellettuale nella società, il quale non si deve limitare a denunciare i soprusi, ma agire attivamente per la loro estirpazione. Durante il viaggio di ritorno da Coimbra, il giornalista conosce una donna ebrea e questo incontro non fa che rafforzare la necessità di impegnarsi attivamente; tesi condivisa dal dottor Cardoso, il medico di una clinica talassoterapica in cui Pereira è ricoverato. Egli propugna inoltre la tesi della confederazione delle anime e della compresenza di un "io" egemone che sovrasta gli altri. Monteiro Rossi morirà assassinato nella stessa abitazione di Pereira, suo temporaneo rifugio. La violenza di tale epilogo impressionerà così fortemente Pereira che egli sarà indotto, grazie anche alla spinta del suo medico curante, a denunciare l'uccisione e a pubblicare un articolo realista e crudo a riguardo. Tabucchi ci informa che in portoghese « "pereira" significa "albero del pero", e, come tutti i nomi degli alberi da frutto è un cognome di origine ebraica, così come in Italia i cognomi di origine ebraica sono nomi di città. Con questo volli subito rendere omaggio a un popolo che ha lasciato una grande traccia nella civiltà portoghese e che ha subito le grandi ingiustizie della storia». Pereira dunque discende da una famiglia che appartiene a un popolo contro cui si accanirono le grandi dittature del passato. Pereira è un cattolico, seppure corteggi l'eresia per la sua diffidenza nei confronti della resurrezione della carne: «Tutta la sua carne, quella ciccia che circondava la sua anima, ebbene, quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere, e poi perché? Si chiedeva Pereira. Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l'affanno a salire le scale, perché dovevano risorgere? No, non voleva credere nella resurrezione della carne». Pereira è l'emblema di una società che è caduta nel baratro e che da esso vuol risalire per alzare gli occhi al cielo e scrutare quel valore per cui molti uomini, dai primordi, hanno combattuto: la libertà. Un valore che la crisi della borghesia ha ucciso per spianare la strada ai grandi totalitarismi. Sostiene Pereira può essere considerato un Bildungsroman: il giornalista evolve nel suo pensare, conosce persone nuove e si butta a capofitto nella ricerca di valori cancellati assurdamente dalle dittature. Ad emergere è, inoltre, la concezione della letteratura secondo Pereira, il quale afferma: «non è facile fare del proprio meglio in un paese come questo, per una persona come me, io non sono Thomas Mann». A venire a galla è soprattutto la rassegnazione e la consapevolezza dell'impossibilità di mettere in atto qualsiasi forma di ribellione e di espressione della propria coscienza, così come una concretizzazione delle proprie scelte. Da rimarcare la sublime interpretazione, purtroppo tra le ultime, di Marcello Mastroianni, nella versione cinematografica del 1997.
|
Skuola.it © 2012 - Tutti i diritti riservati - P. IVA: 04592250650 -
CONTATTACI |
| |