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Trainspotting (di Irvine Welsh)
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La vita, le avventure, gli amori, il sesso, le sofferenze, la rabia di un gruppo di ragazzi e ragazze nella Edimburgo di oggi. Il ritratto di una generazione senza scampo che nella droga sembra trovare l'unica risposta al vuoto esistenziale in cui si dibatte. Una storia aggressiva, 'infernale', narrata con feroce umorismo, straordinario realismo e senza falsi moralismi e pregiudizi.
Dissacrante, sincero, senza peli sulla lingua, Irvine Welsh si propone al grande pubblico per la prima volta con questo romanzo ironico, grottesco e sfacciato che traccia un profilo inatteso di giovani allo sbando, privi di riferimenti. Trainspotting narra le vicende di un gruppo di tossicodipendenti scozzesi, alcuni eroinomani altri dipendenti da acidi e alcool, che sopravvivono per bucarsi o bere e che degradano ogni livello della propria esistenza per concedersi senza limiti alla propria schiavitù chimica. Il limbo della dipendenza dalla droga è una scappatoia dal deprimente presente, una via di fuga dai propri fallimenti, da famiglie distrutte, da una società che non ha pietà per i più deboli e per i vigliacchi, per chi svende la propria vita per dimenticare il dolore. Welsh riesce a descrivere, con beffarda ironia e avvincente realismo, la condizione dei drogati, il senso di distacco dalla realtà degli eroinomani e il cupo baratro che li separa dal buon senso e dalla dignità. L'intera narrazione si dipana per episodi frammentari eppure tra loro collegati da un esile filo conduttore, lasciando emergere le diverse personalità dei protagonisti e dando risalto al loro diverso modo di esprimersi. L'autore ben riesce nel difficile tentativo di creare un racconto polifonico, allo stesso tempo divertente, drammatico e terribilmente attuale. L'originalità del testo sta proprio nell'alternare più voci differenti: non esiste un narratore unico ma tante voci che rivelano a poco a poco storie individuali e drammi comuni, squarci di emarginazione, rabbia, vuoto esistenziale, cinismo, prevaricazione e fuga. Lo stile linguistico ricalca perfettamente il modo di esprimersi dei giovani inglesi dei sobborghi, dove ciò che conta è il tono della voce, l'intercalare ostentato, la scurrilità che si fa scudo e pugnale, l'arroganza o l'evasività e dove sesso, sbornie ed eccessi rappresentano gli unici momenti di appagamento.
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