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Autore Discussione: un dono veramente gradito  (Letto 2658 volte)
enrico007
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« inserita:: Dicembre 16, 2008, 12:49:23 pm »

Inizio: insperatum gaudium animum meum commovet
Fine: quia sic votis meis respondent
Autore:

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niki89
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« Risposta #1 inserita:: Dicembre 16, 2008, 01:07:10 pm »

Forse ho trovato la tua versione...contralla xkè non ho trovato il testo in latino e nn so se è qst la traduzione.
TRADUZIONE:
Una insperata gioia commuove il mio animo: Cornelio Balbu, mio zio, generoso oltre misura, mi ha donato pochi iugeri di terreno, in cui ci sono un giardino, un frutteto, una piccola vigna e un piccolo prato. Ora conosco la natura e la generosità della terra, la quale non nega mai i suoi doni ma produce abbondanti fiori, frutti, uva e frumento. Quando irrigo il giardino, quando nel frutteto raccolgo mele e pere o nell' uliveto le olive, non (?) offro solo un esempio di vita operosa, ma allontano anche i mali dal mio animo. Nella mia proprietà io vivo beato: quando stanco riposo nell' ombra del grande platano o dell'alto pioppo e nei rami vedo piccole gemme o nelle vigne grappoli dorati, allora, poiché i miei occhi e il mio animo sono profondamente rallegrati, stimo la meravigliosa natura e con grande rispetto rendo grazia agli dei, poiché così rispondono alle mie preghiere.
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seneca
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« Risposta #2 inserita:: Dicembre 16, 2008, 01:42:35 pm »

il testo latino è il seguente, sembra proprio quella!
grazie a niki89 per la traduzione

Insperatum gaudium animum meum commovet: Cornelius Balbus avunculus meus, vir admodum munificus, mihi donavit agrum paucorum iugerum, in o sunt hortus, pomarium, parva vinea at parvum pratum. Nunc cognosco naturam et munificentiam terrae, quae numquam sua dona recusat sed copiose flores, poma, uvam frumentumque fert. Cum hortum irrigo, cum in pomario mala ac pira colligo vel in oliveto oleas, non solum aliis exemplum vitae rosae praebeo, sed etiam curas ab animo meo amoveo. In praedio meo ego beatus vivo: cum in umbra me platani vel altae populi fessus quiesco et in ramis parvas gemmas video aut in inea revemos aureos, tum, quia et oculi mei et animus meus penitus delectantur, naturam miram puto deisque gratias magna cum reverentia agoquia sic votis meis respondent.
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